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  <title>Y.A.R.P. - Yet Another Ranting Place</title>
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  <description>Y.A.R.P. - Yet Another Ranting Place - LiveJournal.com</description>
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    <title>Y.A.R.P. - Yet Another Ranting Place</title>
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  <pubDate>Mon, 02 Nov 2009 17:39:39 GMT</pubDate>
  <title>Dei fulmini a ciel sereno</title>
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  <description>L&apos;essenza del fulmine a ciel sereno è una qualità che sfugge a molti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erroneamente si confonde generalmente il fulmine col tuono, e così ci si immagina una giornata tranquilla disturbata da un celeste barrito, che in qualche modo disturba la quiete e l&apos;idilio, rovinando così l&apos;equilibrio estetico di una giornata altrimenti paradisiaca e spensierata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è così, perchè in effetti la principale caratteristica che ci interessa in questo caso del fulmine non è la sua componente sonora -ossia il tuono- ma bensì quella luminosa, ossia il lampo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La caratteristica del fulmine è la chiave per ben comprendere la situazione. Immaginiamo un ipotetico &quot;Tu&quot;. Tu sei in un bosco. In pace con te stesso, e con la natura. I fiori sbocciano al tuo passare, le farfalle libreggiano sui campi, le api si impegnano nel loro indaffarato lavorio, tu hai appena deposto e ti sei pulito con una foglia di verza ben nodosa, e persino i daini si fanno cautamente vicino per odorarti curiosi l&apos;ano. Ad un tratto, i capelli bizzarramente ti si rizzano sul capo, e nemmeno il tempo di inserire questa bizzaria nel tuo mondo perfetto di farfalle api e daini curiosi che 0.000005 secondi dopo sei morto. Dopo, con più calma, il cielo emette un garbato tremolio, a mo&apos; di ruttino, che fa sobbalzare il capino ai daini curiosi di cui sopra, che dopo aver cautamente riodorato le tue carni cotte fin troppo bene per apprezzare la differenza di bouquet, continuano a cercare teneri germogli tra campanule e tamerici e altre sfizzierie da odorare. E tu sei lì, con un problema definitivo sulla gobba. Tutto il resto del mondo va avanti, le api ronzano, le farfalle sfarfallano, e i daini cercano culi da odorare, ma tu per un motivo o per un altro non riesci più a godere della Pace Universale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo, in breve, il mio pensiero sul fulmine a ciel sereno.</description>
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  <pubDate>Mon, 28 Sep 2009 14:14:18 GMT</pubDate>
  <title>[HOWTO] Comprare casa.</title>
  <link>http://maffa.livejournal.com/34544.html</link>
  <description>Piccolo o quasi vademecum per chi compra casa. sentitevi liberi di proporre varianti o correzioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) regola fondamentale, da non dimenticarsi mai. &lt;b&gt;Tu sei quello con i soldi.&lt;/b&gt; Loro son quelli con la casa. I tuoi soldi non hanno nessuna fretta di lasciare la tua tasca. &lt;b&gt;I soldi valgono più delle case&lt;/b&gt;, specie in questo periodo: se si compra casa in questo periodo di crisi è obbligatorio fare affari: le banche non concedono mutui, la disoccupazione dilaga, gente con i soldi in giro per comprare un appartamento ce n&apos;è sempre meno. Il giusto prezzo è quello che compratore e venditore decidono. I prezzi a mq per zona sono solo parametri per gli agenti immobiliari per spillare più quattrini a chi compra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1a)Altra regola fondamentale: &lt;b&gt;la casa dei sogni non esiste.&lt;/b&gt; Esisterà un giorno che avrai talmente tanti soldi da poter scegliere luogo progetti e materiali e potrai costruirtela da zero, ma se compri una casa già fatta ti devi adattare, e man mano che passa il tempo cambi anche gusti per cui quello che ti andava bene ieri magari oggi non ti piace più. Per cui va benissimo mandare a monte un affare quasi concluso perchè c&apos;è qualcosa che non va. I tuoi soldi restano nella tua tasca, quella casa se la godrà qualcun altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) La fretta ha un costo. Sia per chi compra che per chi vende. Chi ha fretta nel vendere si rassegni a vedere al ribasso le offerte, chi ha fretta di comprare si rassegni a mettersi la mano sul portafoglio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2a) Anche se hai fretta, non lo dire. Mai. In ogni caso anche se hai fretta il mercato resta quello che è, non aumentano nè le case in vendita nè i potenziali acquirenti: cambia solo l&apos;atteggiamento delle controparti nei tuoi confronti (=ti faranno pagare la tua fretta)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) ci sono due possibilità nell&apos;acquisto di case: con o senza agenzia immobiliare. A seconda se c&apos;è o non c&apos;è le strategie cambiano sensibilmente. Qui trattiamo il caso degli agenti immobiliari, è un caso più restrittivo e insegna a trattare con i venditori direttamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) Ci sono differenti tipologie di agenti immobiliari. Molte agenzie sono nate due o tre anni fa, con il boom dell&apos;edilizia, grazie a franchising che tutti conosciamo e i soldi della liquidazione di papà. Purtroppo non tutti sono nati per fare i venditori, anzi quasi nessuno, e a fronte di persone veramente capaci (e veramente rare da incontrare specie per le tipologie di case al di sotto di una certa soglia) si trova una varietà umana dalle caratteristiche più diverse. C&apos;è l&apos;unto, il pivello, lo sfaticato, il furbacchione, ecc. Li si riconosce alla prima occhiata: l&apos;unto è unto, dalla testa alle mani, e tratta generalmente appartamenti da affittare a immigrati e studenti (il tipo di persona da cui ti aspetti un anello con smeraldo e l&apos;unghia del mignolo lunga due cm), il pivello con il nodo della cravatta più grosso di un pugno e le scarpe che sembrano tender di una barca di medie dimensioni, lo sfaticato che con aria da chi vende case ogni 10 minuti ti informa di notizie fondamentali quali  &quot;lì c&apos;è un muro lì la finestra questa è l&apos;entrata&quot;, il furbacchione dall&apos;aria cospiratrice che ti vuole rendere complice di una quasi truffa ai danni del venditore perchè questa casa è troppo un&apos;affare perchè quel parchetto pieno di tossicodipendenti lui sa che l&apos;anno prossimo il sindaco la tira giù e ci faranno un centro comemrciale e il valore delle case s&apos;impenna. Ce n&apos;è ovviamente molti di più di così e si impara a trattare con ognuno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4a) quale che sia la tipologia di agente immobiliare, tutti cndivisono una certa caratteristica. gli agenti immobiliari guadagnano una percentuale attorno al 3-5% sul valore di acquisto dichiarata al compromesso. Questo vuol dire che a seconda della fase contrattuale parteggeranno per una parte o per l&apos;altra. Nei primi incontri faranno il tifo per il venditore, nasconderanno i difetti e magnificheranno i pregi, piegando anche la realtà di fatto. Ma se si arriva a fare l&apos;offerta, anche sensibilmente inferiore alla richiesta del venditore (fino a un terzo), passeranno dall&apos;altra parte della barricata: questo perchè percentualmente per loro cambia pochino, qualche centinaia di euro, a fronte di un affare concluso, e gli appartamenti dati in mandato di vendita esclusiva sono pochissimi e se non lo vende oggi lui lo vende un altro concorrente il giorno dopo, per cui meglio un uovo rotto oggi che una gallina rubata domani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) il modo in cui si tratta per gli appartamenti con gli agenti immobiliari parte dal presupposto che tu con il venditore non hai contatti, e che il venditore prende i soldi dal compratore al compromesso. Questo vuol dire che piuttosto che discutere con l&apos;agente da pari a pari, gli si sta in realtà dando le istruzioni e gli argomenti che dovrà poi dire al venditore per convincerlo ad abbassare il prezzo di vendita: più è sprovveduto l&apos;AI, più dovrete dargli proiettili da sparare. Con il venditore siate molto gentili, al limite dell&apos;affettazione. fate i complimenti per almeno un paio di cose, &quot;ma come tiene bene la casa, si vede che ci tiene&quot; ecc. poi quando sarete da soli con l&apos;agente, distruggete l&apos;appartamento. se vi piace, dite solo &quot;potrebbe anche andare bene, se non fosse che&quot; e fate apparire la magica parola: &lt;b&gt;ristrutturazioni&lt;/b&gt;. L&apos;agente opporrà generalmente una gamma standard di contro-opposizioni ai nostri rilievi, e avere la risposta pronta aiuta a convincere prima di tutto l&apos;agente che voi non siete degli sprovveduti e lo spingerà in seconda battuta a ripetere i vostri rilievi al venditore. Un atteggiamento che paga molto è quello che fa intendere di avere a disposizione molti più soldi di quelli necessari per l&apos;acquisto dell&apos;appartamento. lasciate cadere degli indizi, l&apos;agente li agguanterà. verrà comodo in più occasioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5a) come dicevamo sopra, a costo di essere antipatici, fate ben presente a tutti che voi siete quelli con i soldi in tasca, e che l&apos;agente il suo stipendio lo riceve da voi. ditelo una volta, se l&apos;appartamento vi interessa, e eventualmente ribaditelo per rimetterlo in riga se scantona. tanto non vi inviterà comunque alla comunione del figlio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) ristrutturazioni: se qualche elemento  è rotto o brutto lo dovrete ristrutturare. lasciate stare se poi lo farete o meno, e sopratutto se l&apos;AI dice che secondo lui non c&apos;è bisogno: ditegli che lo dovrete fare, perchè in casa vostra ci mettete quello che volete e  ci entrate alle vostre condizioni. Questo comporterà che i vostri soldi -sostanziosi ma non infiniti- sono già impegnati per fare il lavoro che il padrone di casa non ha voluto fare. Questo mette in difetto chi vende, e vi mette nelle condizioni di dire che il vostro budget sarebbe sufficiente per comprare questo appartamento e magari anche qualcos&apos;altro in aggiunta, ma purtroppo una parte è già impegnato per le necessarie ristrutturazioni e compensi vari a notai e agenzie ecc.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6a) per rifare un pavimento ci vuole circa 100€\mq più i costi del materiale (altri 10€\mq per un gres porcellanato dignitoso), per un bagno 170€\mq, controsoffitto 100, porte ingresso blindata 1500+costo del pannello esterno scelto dal condominio (700-1500). Tempi per i lavori di muratura 1,5 mesi ogni 50mq per normali pavimenti a mattonella. sparate in faccia queste cifre all&apos;agente: se è del mestiere li sa già e capisce che non siete polli da brodo, se non li sa -e potrebbe benissimo non saperlo- lo mettete in soggezione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6b) Se l&apos;agente fa il tipo fino, il service real estate manager, fate gli intellettuali. se fa il maneggione popolano, fatelo anche voi. I real estate agents credono che i popolani siano degli idioti, i maneggioni credono che i professorini non riescano a trovarsi il culo con due mani e una mappa. Opposizioni tipiche, il canovaccio si ripete fedele con poche variazioni, facciamo i popolani: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tu: &quot;per rifare 70mq di pavimento ci vanno 10000 euri e due mesi di lavoro se dio vuole e se bastano che sto fuori da casa mia già pagata, poi chissà cosa si trova nella soletta una volta che vado a spaccare e se l&apos;impianto elettrico è a posto!&quot; &lt;br /&gt;AI: &quot;ah beh ma io dico sempre che fare le ristrutturazioni è come farsi un vestito, c&apos;è chi gli piace la flanella e chi armani&quot; &lt;br /&gt;tu &quot;eh beh certo io vado a mettere le piastrelle da capitolato di casa popolare dentro la casa ristrutturata perchè devo far ricca di 300mila euro la signora Ficanasi pagando per sano un appartamento da ristrutturare e poi dopo mesi di lavoro e la DIA e i fastidi al condominio forse entro dentro casa mia che sembra una casa di Baggio/CEP/bagheria/barrriera di milano/ecc. no signore mio, la casa varrà 300mila euro quando avrò finito di ristrutturare IO, con le mattonelle che dico IO, e allora sì che varrà 300k euro! se devo fare IO i lavori al posto della signora, mi levate quel che spendo IO e il fastidio di farlo.&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;secondo round:  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tu &quot;che poi mi devo anche sobbarcare il rischio di una ristrutturazione, non conosco nessuno che faccia ristrutturazioni e mi possono fregare in qualsiasi modo per cui devo anche tenermi dei soldi da parte per sicurezza...&quot;&lt;br /&gt;AI *pregustando* &quot;AAAhhhhh ma se vuole le possiamo consigliare alcuni professionisti con cui collaboriamo da anni, sono fidatissimi scrupolosissimi!&quot; (e gli danno il 5% di commissione del lavoro come ricompensa, o sono direttamente alle sue dipendenze e i soldi della ristrturazione gli entrano in tasca puliti, ossia una somma quasi pari o superiore alla commissione di vendita)&lt;br /&gt;Tu &quot;ah beh si si mi farò fare poi volentieri un preventivo in caso di vendita ma capisce bene che non posso dare tutti sti soldi per comprare se poi devo ristrutturare...&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l&apos;AI capisce &lt;i&gt;benissimo&lt;/i&gt;. L&apos;appartamento è da ristrutturare, non ci sono alternative.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dopo questa conversazione, l&apos;agente saprà che avete soldi a sufficienza, non siete degli sprovveduti da spennare, e passerà dalla vostra parte convincendo la signora ficanasi che il pavimento forse è una pecca e che purtroppo se vuole vendere dovrà rinunciare a qualcosina. Anche se è nuovo ma lo trovate opinabile, dite che lo dovrete per forza cambiare, perchè se non vi piace non siete tenuti a vivere con quel (pavimento-mattonella-controsoffitto-applique-infissi-forma della cucina che la vostra non ci entra) tutta la vita, e che se dovete entrare là dentro dovrete prevedere i soldi per quella modifica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6c)dell&apos;appartamento si parla solo dei difetti, i pregi, si, ci sono si vedono non c&apos;è bisogno che li si ripeta, siete lì a parlare dell&apos;appartamento per quelli, e in ogni caso di fronte ai fastidi innegabili quasi si perdono. Ogni difetto costa soldi. Ricordatelo sempre all&apos;agente -e solo a lui, è pagato per non farvi avere a che fare con il venditore- dovete convincerlo con argomenti e cifre, perchè poi lui dovrà convincere chi vende. &lt;b&gt;Ogni volta che si va a vedere l&apos;appartamento poi ci si saluta facendo ben presente che si è già in ritardo per vederne un altro. Se siete andati a rivederlo, siete già in ritardo per &lt;u&gt;RI&lt;/u&gt;vederne almeno 2.  &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6d) se fate un&apos;offerta, fate capire che la state facendo quasi con fastidio, che non siete neanche troppo convinti, e solo perchè l&apos;altro appartamento costa un bel po&apos; di più anche se non ha necessità di ristrutturazioni. Non date troppo tempo per pensare, 15gg son fin troppi, avete altre offerte da fare. &lt;b&gt;Lasciate poco di caparra&lt;/b&gt;, 1000-2000 euro bastano, tanto poi -PRETENDETELO!- non va consegnato al venditore per nessuna ragione, perchè in caso di accettazione verrà stracciato e inglobato con la caparra al compromesso vero e proprio. questo vi permette di: non pagare due volte una tassa di non so che cosa ma su ogni movimento del genere si paga una tassa, e vi consentirà di tenere l&apos;agente sulla corda e in qualche caso nche modificare le clausole di acquisto anche dopo l&apos;accettazione dell&apos;offerta vincolante: voi avete i soldi e 1000 euro non sono niente, e se al compratore non sta bene, o l&apos;agente si dimentica di voi perchè in ogni caso avete già firmato e si sente i soldi in tasca (vi salta gli appuntamenti, per esempio), minacciate di ritirarvi dalla compravendita perchè meglio perdere i 1000 euro di caparra che stare alle loro condizioni. Ritorneranno tutti -agente e venditore- in riga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6e)&lt;b&gt;l&apos;offerta: quanto?&lt;/b&gt; Oggi, nel 2009, è un buon momento per osare. C&apos;è gente che è ancora convinta che il valore del loro immobile è quello che gli han stimato nel 2005 quando l&apos;hanno chiesto per curiosità. Corcazzo. Purtroppo con l&apos;AI di mezzo i tempi si dilatano e non ci si può incontrare a metà strada da 100k e 400k dopo tre ore di contrattazione. Se il prezzo di vendita è esagerato, e lo sarà senz&apos;altro, se vi ponete troppo sotto il venditore potrebbe già decidere di non accettare l&apos;offerta. Se la accetta, vuol dire che già sta dalla vostra parte. Però per fare un&apos;offerta che stia nei parametri dovrete già sapere dalle varie visite queste informazioni, che dovrete raccogliere un po&apos; per volta, quasi casualmente: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* da quanto tempo è in vendita? se è tanto tirate giù il prezzo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* il venditore ha fretta? se si tirate giù il prezzo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* il venditore ha debiti con il condominio? se si tirate giù il prezzo, ha fretta e non ha soldi. se riuscite, fatevi dire anche di quanto. (non è una domanda da prima visita, ma alla seconda già potete provare)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* ci sono ipoteche o mutui da estinguere? se si tirate giù il prezzo, potrebbe non farcela più a star dietro alla banca e potrebbe far di tutto pur di levarsi il mutuo dalle balle. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* La pianta catastale (fatevela portare sempre al primo appuntamento nel fascicolo così controllate intanto che andate in giro per la casa, ditelo al telefono, e controllate che sul lato del foglio deve esserci il nome del proprietario attuale. i giochini con il paint che piacciono tanto a diversi AI di tecnocasa lasciateli fare al figlio dell&apos;AI) non è perfettamente uguale alla casa, fosse anche una porta in più o in meno? Tirate giuissimo (e domandatevi se non sia abusivo. se l&apos;AI dice &quot;ma tanto se deve ristrutturare che ci vuole?&quot; risponetegli &quot;fattela tu se non ci vuole niente, la mia ristrutturazione non ha bisogno di DIA, e tantomeno di prese d&apos;atto, son 500 euro e una rottura di balle che non mi voglio sobbarcare, oppure paga il disturbo&quot; e tirate giù). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* Sopratutto: ci sono ristrutturazioni da fare, vere o presunte? tirate giù, giù, giù, di più del 20% della somma stimata per la ristrutturazione nel peggiore dei casi.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;capace che arriverete a meno un terzo. se avrete istruito bene l&apos;agente, e il venditore non è fesso o convinto di essere ancora nel 2006, probabilmente non accetterà la cifrà ma farà un rialzo a metà strada tra la vostra offerta e il prezzo di vendita. andate dall&apos;agente e fategli capire che i soldi sono quelli, che ci sono lavori da fare, che in città persone con quelle cifre in tasca non ce n&apos;è molte e che ogni giorno ci sono sempre più famiglie con due disoccupati, e che se proprio vuole vedere un segno di buona volontà si prova con una controfferta di pochissimo superiore all&apos;originale (2000-5000, non di più) ma che se proprio non c&apos;è volontà da parte del venditore è meglio riprendersi l&apos;assegno perchè si son visti appartamenti meno sgarupati di quello altrove che costano si un po&apos; di più ma almeno non necessitano di ristrutturazioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6f) Sopratutto in questa fase &lt;b&gt;non dimenticatevi mai del valore dei soldi&lt;/b&gt;. Se non state contrattando per un garage, o per un rustico diroccato, probabilmente state parlando di somme a 6 cifre. Per cui magicamente i 1000 euro diventano i centesimi, e i diecimila le unità. Corcazzo. Ricordatevi &lt;b&gt;SEMPRE&lt;/b&gt; del tempo che ci mettete a guadagnare 500 euro. Con 3000 ci si compra una porta blindata con i controcazzi. con 20 euro ci sono un metro quadro delle migliori piastrelle di gres sul mercato, e con 200 euro ci pavimentate una stanza. Non regalate niente. Sono tutte gocce del vostro sangue. Sono vostri figli. Nelle vostre tasche stanno meglio che nelle loro. Se dovete spendere che ne valga la pena. &lt;b&gt;DITELO CHIARO: IL FATTO CHE IO CE LI ABBIA NON VUOL DIRE CHE LI DEBBA REGALARE NE&apos; A VOI NE&apos; AL VENDITORE.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a questo punto o accetta o ritiratevi e ricominciate a guardarvi in giro. Ripeto quello che ho detto all&apos;inizio: questo è il momento di fare affari: le banche non concedono mutui, la disoccupazione dilaga, gente con i soldi in giro per comprare un appartamento ce n&apos;è sempre meno: &lt;b&gt;DITELO!&lt;/b&gt; Inoltre non è detto che dopo pochi giorni l&apos;agente non vi richiami per dire che il venditore ci ha ripensato ha litigato con la moglie\marito\padre e con la morte nel cuore se ancora siete disponibili e non avete fatto altre proposte... beh... la cifra è l&apos;ultima, nessun rialzo per nessun motivo. non ci sono altri soldi, e tanto l&apos;impianto elettrico non è certificato (è obbligatorio certificarlo ma la certificazione nelle case non di nuova costruzione non ce l&apos;ha nessuno) per cui o quello o niente. A quel punto o la va o la spacca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) quando avete parlato di offerte, l&apos;AI vi ha dato un prospetto che illustra la spesa finale per l&apos;acquisto dell&apos;appartamento, comprese le spettanze di agenzia. Come già detto, queste sono una percentuale del prezzo di vendita così come stabilito al compromesso (tra l&apos;altro, fino al compromesso vi è vietato di avere contatti diretti con il venditore.) sappiate che &lt;b&gt;quella cifra è contrattabile.&lt;/b&gt; anche sensibilmente. se domanda e offerta non si incontrano per qualche migliaio di euro, la limatura è quasi d&apos;obbligo, e in ogni caso fate presente che quella cifra andrà ritoccata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7a) in conseguenza di ciò, &lt;i&gt;potrebbe&lt;/i&gt; venire fuori il discorso &quot;nero&quot;, ossia l&apos;AI potrebbe proporre di non fatturare la cifra intera ma solo una parte, così che vi fa il favore di farvi risparmiare qualche centinaio di euro di IVA. Grazie, ma no. La proposta è illegale, e scorretta. E&apos; scorretta, perchè se -poniamo- io devo darti 5000 + 20% iva = 6000, e tu mi proponi 3000 + 20% iva = 3600 + 2000 in nero = 5600, è vero che io risparmio 400 euro, ma tu non paghi 2000 / 40% IRPEF = 500 euro, e ci guadagni più di me, senza parlare degli scaglioni di progressivo che non scali E del rischio che la banca comunichi alla finanza -come per legge è tenuta a fare- i prelievi di contante con somme superiori ai 1500 euro. &lt;i&gt;e anche ammesso che troviamo una soluzione che soddisfi entrambi, rimane illegale, e noi queste cose non le facciamo!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8) l&apos;offerta di acquisto e il compromesso. nell&apos;offerta di acquisto bisogna includere delle clausole non presenti nell&apos;offerta standard dell&apos;agenzia immobiliare che vi segue. Nelle clausole standard c&apos;è sempre la clausola di evizione (che sostanzialmente ribalta sul venditore qualsiasi rivalsa che chiunque potrebbe avere sull&apos;immobile una volta venduto). quello che mancano completamente sono però delle penali esplicite per le violazioni al contratto. molti infatti credono che basti dire che c&apos;è una caparra che fa la guardia alle condizioni del contratto (se sgarra il compratore la perde, se sgarra il venditore perde il doppio), ma non è così. prima di tutto, deve esistere una causa di impedimento GRAVE. Ho letto di un caso dove il venditore non aveva ancora liberato l&apos;appartamento dopo mesi dalla data pattuita, e il giudice non l&apos;ha considerata causa grave (per cui si va anche alla discrezione del giudice di turno). in ogni caso, anche se viene individuata la colpa grave, si ha diritto O al doppio della caparra OPPURE allo scioglimento del contratto: non tutti e due. Per cui conviene esplicitare che per ogni giorno di ritardo nel liberare l&apos;appartamento e spazi collegati (garage cantine e solai) da OGNI proprietà personale, verrà prevista una penale pari al costo giornaliero di una camera d&apos;albergo due stelle e uno spazio di stoccaggio per i mobili in una misura forfettaria (tipo 350 euro/giorno), che verrà scalata dal prezzo di vendita finale, anche perchè il rogito verrà spostato fino a quando non ci saranno tutte le condizioni previste dal contratto (solitamente il rogito si fa il pomeriggio o la sera,e la mattina si fa un giro di perlustrazione assieme all&apos;agente). Questo è importante, perchè se fate di tutto per sincronizzare il momento di lasciare un appartamento per andare nell&apos;altro e l&apos;altro non c&apos;è, voi siete in mezzo ad una strada, e anche se per due giorni, è un dito nel sedere.      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8a) attenzione anche alle promesse che non possono essere mantenute. Se -poniamo- vorrete comprare un appartamento in quel momento occupato, e il padrone di casa si impegna a farvelo trovare sgombro: o il padrone ha già sfrattato o non rinnovato un regolare contratto d&apos;affitto, oppure non è nei suoi poteri legali di poter cacciare dei legittimi inquilini, e in caso di vendita i nuovi padroni di casa dei signori sarete voi, ereditando tra l&apos;altro il loro precedente contratto d&apos;affitto. a nulla varrà la promessa sul contratto: la legge parla chiaro, e l&apos;impegno essendo illegale è nullo, anche se non invalida il contratto su cui è scritto. &lt;br /&gt; </description>
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  <pubDate>Thu, 17 Sep 2009 08:24:21 GMT</pubDate>
  <title>Music died in nineteeninetynine</title>
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  <description>mi rendo conto che il mezzo espressivo non è propri il mio. mi rendo conto che il gusto non è artistico ma legato ai ricordi. mi rendo conto che è una faciloneria, una cosa da vecchi tromboni che una volta era meglio, che i ggiovani non sanno, e che invece i giovani sanno e il me stesso che ha 20 anni ora dirà le stesse cose nel 2025, e che per allora magari sarò diventato un personaggio patetico tipo discostu dei simpson o il povero signore di 60 anni che ho visto al mercato con i capelli di elvis presely e il giubbotto di pelle bianco e il rossetto e fard per sembrare ancora vivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ma la raffica che RMC anni 90 mi ha sparato in pancia elastica-pearljam-NIN-suede mi ha alzato i peli delle braccia di almeno mezzo centimetro. e come utlizzatore finale di 10 ore al giorni di mtv-allmusic perchè il nano dice che boing e raigulp gli fan cagare, mi potrebbero permettere di dire che la musica è davvero morta nel 1999.</description>
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  <pubDate>Sat, 13 Jun 2009 13:59:01 GMT</pubDate>
  <title>nessuno può mettere bunny in un angolo</title>
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  <pubDate>Mon, 27 Apr 2009 22:35:34 GMT</pubDate>
  <title>ho voglia di picchiare qualcuno.</title>
  <link>http://maffa.livejournal.com/33052.html</link>
  <description>quand&apos;ero piccolo tutti mi scherzavano, a botte in faccia. A questo proposito ho consumato due -non uno, due- VHS di Karate kid, e uno solo di Karate kid II, per imparare le &quot;mosse&quot; e vincere domani,. come da sottotitolo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In karate kid II, quello ambientato d Okinawa, c&apos;è uno dei miei sogni erotici di sempre. A me le giappe non piacciono, cioè non ho il fetish. Ma, lei... oh. Mamma mia. Oh, mamma mia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.zuguide.com/image/Tamlyn-Tomita-The-Karate-Kid-Part-II.6.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://img301.imageshack.us/img301/9348/TamlynTomita.th.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://a0.vox.com/6a00c2251f903e8fdb00c225213d188e1d-200pi&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi viene da piangere.&lt;br /&gt;Se mi facevo i cazzi miei oh quant&apos;era meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio dire, avevo 12 anni, ne son passati 21 da allora. E&apos; ovvio che non sia proprio -mio dio aiutami- uguale. E poi ha fatto carriera Tamlyn Tomiya (così si chiama, l&apos;ho scoperto 10 minuti fa): Star trek, Jag, anche in heroes 2 fa la mamma di Hiro, un sacco di film, brava, bravissima, viva viva. Però.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://images3.wikia.nocookie.net/24/images/0/0e/TamlynTomita.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dio mio dio mio perchè mi hai abbandonato.</description>
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  <pubDate>Fri, 23 Jan 2009 10:47:21 GMT</pubDate>
  <title>Mio, solo mio, soltanto mio</title>
  <link>http://maffa.livejournal.com/31265.html</link>
  <description>Ieri stavamo andando in macchina al negozio, io e ciccillo. Come al solito io guido e lui nel seggiolino dietro. Ho messo il cd che ci hanon regalato, canzoni cantateda una maestra d&apos;asilo per metà carine carine e per metà insopportabili. Dopo un paio di canzoni carine arriva una insopportabile, e come faccio di solito invece di skippare, spengo stizzito l&apos;autoradio. Visto il silenzio in macchina mi giro verso di lui e gli agguanto il piedino esclamando &quot;Ciccillobbello!&quot; Lui stava guardando fuori dal finestrino con aria assorta, è preso in contropiede dall&apos;esclamazione e trasalisce. Mio figlio era distratto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era sovrapensiero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aveva pensieri suoi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Suoi.&lt;br /&gt;Suoi.&lt;br /&gt;Suoi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non miei o di marina, aveva pensieri Suoi. L&apos;aver intuito questo mi dà un pugno nello stomaco. Per tutto il viaggio tengo l&apos;autoradio spenta e canto assieme a lui, per cercare stupidamente di recuperare lo &quot;strappo&quot;. Ma quale strappo? E&apos; un bimbo intelligente, crea pensieri, non è una marionetta, starà elaborando quello che abbiamo fatto tutti il giorno, le parole, i segni, i giochi, le luci i colori ecc. Strappo. Ho nella pancia una sensazione di... perdita, e non mi piace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torniamo a casa dopo il lavoro. Ciccillo s&apos;è addormentato alle ultime tre curve da casa. Lo porto in braccio fin su a casa, e per permettere a marina di levargli il giubotto me lo poso sulle gambe. E&apos; lunghissimo, con una mano tengo le ginocchia, con le gambe il tronco, con l&apos;altra mano la testa. Sembra ieri che bastava un avambraccio per tenerlo tutto e avanzarci ancora qualcosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sta dormendo profondamente. Il suo viso non è quello di un bambino di neanche un anno. Ha 3 anni. Ha 7 anni. Ha 20 anni. Cerco in lui qualcosa di me, o di marina, e non li trovo. Non vedo niente. Vedo solo lui, grande, che prima o poi se ne andrà. Un estraneo, nel senso di &quot;qualcosa altro da me&quot;. Lo tengo così immobile, per 10 minuti tutti, e marina mi prende in giro. le chiedo di fargli una foto, ma sembra morto, cioè sembra un bambino morto, non è quello che vedo io. Mi viene da piangere, e infatti piango. Morto, perdita, di nuovo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine marina mi convince a togliergli le scarpe e a metterlo a letto. Neanche 10 minuti più tardi si sveglia, e come spesso accade ci farà fare la notte. L&apos;indomani faremo colazione, giocheremo, camineremo per strada, balleremo e canteremo la pappa al pomodoro o move it, mi cercherà e tenderà le braccia per esser preso in braccio, mi toglierà la mano dal mouse perchè è geloso del pc, ma la consapevolezza della &quot;perdita&quot;, che un giorno se ne andrà, prima mentalmente e poi fisicamente, ce l&apos;ho ancora in testa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlandoci chiaro, mia suocera mi chiama il vichingo. Un bimbo che a 5 mesi gattona, a 7 cammina e a 10 corre per strada è senz&apos;altro precoce, ma ha anche genitori che glielo permettono di fare. Come bonus track (TRAAAAAAAK) questo è il modo in cui si fa colazione in casa nostra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;lj-embed id=&quot;9&quot; /&gt;</description>
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  <pubDate>Mon, 10 Nov 2008 22:10:00 GMT</pubDate>
  <title>Lettera a &quot;a fil di rete&quot; del Corriere della Sera</title>
  <link>http://maffa.livejournal.com/30828.html</link>
  <description>&lt;i&gt;&quot;La Cortellesi è brava, carina, poliedrica. Canta, fa ridere, fa le imitazioni, duetta...E io guardo il programma, e mentre lo guardo spero che la Cortellesi inciampi, che stoni, che le si stacchi un ponte dentario e che lo ingoi in diretta. Mi sorprendo: è TV di qualità, dico. Ma desidero un disastro, un inconveniente tecnico, un imbarazzo, un &apos;La Trasmissione Sarà Ripresa Al Più Presto Possibile&apos;. C&apos;è Morandi e io vorrei che mancasse la luce, o che il regista impazzito mandasse un porno. Vorrei che una squadraccia di ultras andasse a bastonare quell&apos; ometto di MTV con la faccia da MTV che fa le battutine idiote da MTV, e allora già che ci sono comincio a sperare che MTV fallisca, le Fiamme Gialle che sigillano, tutti in mezzo ad una strada, altro che Britney, Robbie Williams, Beyoncè e le ragazzine che urlano (sono 50 anni che le ragazzine urlano. Basta, per favore). Poi spunta la Dandini con l&apos;insopportabile allegria dei 60enni della Banda Osiris, che già il nome è una battuta da terza media, che fanno casino e sono le undici e mezza di sera e devo abbassare il volume. Poi la sequela di ospiti: tutti a presentare il libro, il film, il dvd, il cd, tutti &apos;Vi ricordo che siamo al Sistina fino al 20 Novembre...&apos; e io allora penso che piuttosto di andare al Sistina mi faccio crocifiggere sul Golgota, e che vostro libro non lo leggo, il disco non lo ascolto, il film non lo guardo, il dvd non lo compro, anzi, lo scarico da internet solo per remare contro. Intanto su Raiuno c&apos;è Porta a Porta il Gran Ciambellano con i suoi ospiti e qui scatta una gran voglia di bomba atomica, di polverizzazione, di Germospray, di sterminio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul 5 Mentana urla, sul 4 la Folliero piena di gomma in faccia presenta un film che finirà alle 3 di notte, e io alle 6 mi sveglio. Su Italia uno ci sono le Jene, stanziali davanti al Parlamento a rompere i maroni ai politici con il loro moralismo da Animal House. I parlamentari ridono mentre si fanno largo tra Lucci, il Gabibbo, Staffelli, Paolini, il gongolo d&apos;oro. E allora penso al Rischiatutto, che nella testa di noi ultraquarantenni pare un&apos; epopea, un mito e invece durò solo cinque stagioni. E i &apos;giovani&apos; delle Jene ci sono dal 96. Dal 96!!! Per la serie viva il rinnovamento. La nostalgia per la TV degli anni 60 e 70 è tutta nel fatto che una volta Walter Chiari presentava sì Canzonissima, ma una volta finita il Walter si toglieva un po&apos; dalle balle.Invece adesso ho la casa piena di questa gente e so che non se ne andrà mai più.&quot;&lt;/i&gt;</description>
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  <pubDate>Tue, 07 Oct 2008 14:56:38 GMT</pubDate>
  <title>Va di moda, e mi accodo</title>
  <link>http://maffa.livejournal.com/29472.html</link>
  <description>&lt;br&gt;&lt;b&gt;My Personality&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;table width=&quot;100%&quot; border=&quot;0&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot;&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;div style=&quot;width:155px; height:15px;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;width:145px; padding-right:5px; text-align:right; border-right:1px solid rgb(150,0,0);&quot;&gt;&lt;div style=&quot;white-space:nowrap; overflow:hidden; font-size:12px;&quot;&gt;Neuroticism&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;padding:0px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;float:left; height:18px; text-align:right; background-color:rgb(255,0,0); border-bottom:1px solid rgb(150,0,0); border-right:1px solid rgb(150,0,0); border-top:1px solid rgb(255,100,100); width:31%; filter:progid:DXImageTransform.Microsoft.Gradient(GradientType=0, StartColor=16777215, EndColor=2130706432);&quot;&gt;&lt;div style=&quot;float:right; color:white; padding-right:2px; margin-top:2px; font-size:10px;&quot;&gt;31&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;width:145px; padding-right:5px; text-align:right; border-right:1px solid rgb(0,0,150);&quot;&gt;&lt;div style=&quot;white-space:nowrap; overflow:hidden; font-size:12px;&quot;&gt;Extraversion&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;padding:0px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;float:left; height:18px; text-align:right; background-color:rgb(0,0,255); border-bottom:1px solid rgb(0,0,150); border-right:1px solid rgb(0,0,150); border-top:1px solid rgb(100,100,255); width:43%; filter:progid:DXImageTransform.Microsoft.Gradient(GradientType=0, StartColor=16777215, EndColor=2130706432);&quot;&gt;&lt;div style=&quot;float:right; color:white; padding-right:2px; margin-top:2px; font-size:10px;&quot;&gt;43&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;width:145px; padding-right:5px; text-align:right; border-right:1px solid rgb(0,90,0);&quot;&gt;&lt;div style=&quot;white-space:nowrap; overflow:hidden; font-size:12px;&quot;&gt;Openness to Experience&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;padding:0px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;float:left; height:18px; text-align:right; background-color:rgb(0,128,0); border-bottom:1px solid rgb(0,90,0); border-right:1px solid rgb(0,90,0); border-top:1px solid rgb(85,159,85); width:83%; filter:progid:DXImageTransform.Microsoft.Gradient(GradientType=0, StartColor=16777215, EndColor=2130706432);&quot;&gt;&lt;div style=&quot;float:right; color:white; padding-right:2px; margin-top:2px; font-size:10px;&quot;&gt;83&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;width:145px; padding-right:5px; text-align:right; border-right:1px solid rgb(144,115,0);&quot;&gt;&lt;div style=&quot;white-space:nowrap; overflow:hidden; font-size:12px;&quot;&gt;Agreeableness&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;padding:0px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;float:left; height:18px; text-align:right; background-color:rgb(251,212,0); border-bottom:1px solid rgb(144,115,0); border-right:1px solid rgb(144,115,0); border-top:1px solid rgb(255,241,170); width:60%; filter:progid:DXImageTransform.Microsoft.Gradient(GradientType=0, StartColor=16777215, EndColor=2130706432);&quot;&gt;&lt;div style=&quot;float:right; color:white; padding-right:2px; margin-top:2px; font-size:10px;&quot;&gt;60&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;width:145px; padding-right:5px; text-align:right; border-right:1px solid rgb(80,0,80);&quot;&gt;&lt;div style=&quot;white-space:nowrap; overflow:hidden; font-size:12px;&quot;&gt;Conscientiousness&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td style=&quot;padding:0px;&quot;&gt;&lt;div style=&quot;float:left; height:18px; text-align:right; background-color:rgb(128,0,128); border-bottom:1px solid rgb(80,0,80); border-right:1px solid rgb(80,0,80); border-top:1px solid rgb(149,99,151); width:8%; filter:progid:DXImageTransform.Microsoft.Gradient(GradientType=0, StartColor=16777215, EndColor=2130706432);&quot;&gt;&lt;div style=&quot;float:right; color:white; padding-right:2px; margin-top:2px; font-size:10px;&quot;&gt;8&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;center&gt;&lt;table width=&quot;100%&quot; border=&quot;0&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot;&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;div style=&quot;width:300px; height:15px;&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;You very rarely feel depressed and are usually in a good frame of mind, however you feel strong cravings and urges that you have difficulty resisting. You tend to prefer short-term pleasures and rewards over long-term consequences. You get overwhelmed by too much noise and commotion and do not like thrill-seeking activities. Familiar routines are good, but sometimes you like to spice up your life with a bit of adventure or activity. You find helping other people genuinely rewarding and are generally willing to assist those who are in need. You find that doing things for others is a form of self-fulfillment rather than self-sacrifice, however you feel superior to those around you and sometimes tend to be seen as arrogant by other people. Your sense of duty and obligation is average and although you are mostly responsible you can sometimes be unreliable.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align=&quot;center&quot;&gt;&lt;nobr&gt;Take a &lt;a href=&quot;http://www.learnmyself.com&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Personality Test&lt;/a&gt; now or view the full &lt;a href=&quot;http://www.learnmyself.com/personality.asp?p=wpa-628330&amp;amp;x=PIx1x240901-242652x77c84x2&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Personality Report&lt;/a&gt;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ukuggboots.co.uk&quot;&gt;ugg boots&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/center&gt;&lt;br&gt;</description>
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  <pubDate>Tue, 30 Sep 2008 18:50:28 GMT</pubDate>
  <title>Otaku J-Dorama: Nodame cantabile</title>
  <link>http://maffa.livejournal.com/29155.html</link>
  <description>Sono un po&apos; triste e un po&apos; contento. Mi sono sciroppato tutte le puntate di questo dorama (drama, telefilm, serial, chiamatelo come vi pare) giapponese e me lo sono gustato proprio tutto tutto quanto: mi spiace che sia finito ma insomma va bene anche così. Ho provato a guardare un po&apos; di dorama giapponesi prendendoli da &lt;a href=&quot;http://www.silentregrets.com/completed-jdramas/nodame-cantabile.php&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;questo sito&lt;/a&gt;. Ho scelto di iniziare con quelli tratti dai manga che mi piacciono: Liar Game, Iryu Medical Team Dragon, GTO Great Teacher Onizuka. Una delusione dopo l&apos;altra. Il livello di recitazione è più istrionico di un film con buzzanca, macario e bombolo, la regia fa ancora i movimenti macchina dei b-movies italiani degli anni 70, le trame sono tutte uguali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&apos;unica eccezione viene da questa serie, Nodame cantabile, tratto dal manga omonimo. premetto: il manga m&apos;ha fatto cagare. Probabilmente sono respinto dal tratto anonimo, o dal fatto di aver visto prima il live-action, ma ne ho letto neanche 10 pagine e poi ho lasciato perdere. E invece il live action è fenomenale. E&apos; più manghesco del manga. Gli attori, specie i protagonisti, sono bravi, bravi, bravi (ne parlerò più sotto). Gli effetti speciali sono azzeccati e misurati. E sopratutto l&apos;intero concept vince su tutta la linea nel live action rispetto al manga (e avendone lette solo poche pagine non vedo come potrebbe il manga essere migliore del live action). Tra l&apos;altro, sono convinto che un prodotto del genere nella televisione italiana manchi come il pane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nodame Cantabile è un shojo comico demenziale, con delle punte di lirismo e poesia davvero adorabili. E&apos; la versione demenziale di Paso Adelante applicata alla musica classica. Noda Megumi, alias Nodame, è una pianista prodigio con il cervello di una bambina di tre anni. Dopo un incontro fortuito si innamora di Chiaki Shinjichi, studente d&apos;elite dello stesso conservatorio dove va anche lei. Shijichi però ha un terribile segreto: da bambino viveva assieme ai genitori concertisti a Praga, dove ha ricevuto le prime lezioni dal grande direttore d&apos;orchestra Vieria, ma tornato in Giappone non ha più potuto muoversi all&apos;estero a causa di una improvvisa e implacabile paura di volare. Schiacciato dalla mediocrità della scena filarmonica giapponese, e dalla scelta di studi che non gradisce, ritroverà pian piano la voglia di fare il direttore d&apos;orchestra grazie all&apos;aiuto di Nodame.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C&apos;è tanta bella musica (sfido chiunque lo guarderà a non sentire l&apos;impulso di procurarsi immediatamente il concerto n.2 per pianoforte di Rachmaninoff, o la Sinfonia n.7 di Beethoven che fa anche da sigla iniziale), si ride forte, c&apos;è una bella trama e gli episodi sono belli lunghi. Gli attori protagonisti, Ueno Juri (Nodame) e Tamaki Hiroshi (Chiaki), sono molto bravi, più della media di quel poco che ho visto delle altre porcherie, sopratutto Juri che è in grado di produrre facce di una bufferia esilarante senza però diventare involontariamente ridicola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi volesse ci sono in giro le puntate fino alla 5a sia su youtube che su virgilio live qualcosa. Su Silent regrets ci sono i link a dei file su megaupload, però se non avete la licenza premium ci mettete una settimana a scaricare tutte le 11 puntate + 2 speciali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se qualcuno voesse provarlo mi dica come lo ha trovato.</description>
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  <pubDate>Tue, 29 Jul 2008 16:57:10 GMT</pubDate>
  <title>Otaku aggiornamenti: solo per solutori più che abili</title>
  <link>http://maffa.livejournal.com/28675.html</link>
  <description>L&apos;estate prosegue e visto che non voglio dormire di pomeriggio la soluzione è picchiare su &lt;a href=&quot;http://maffa.livejournal.com/28346.html&quot;&gt;onemanga&lt;/a&gt; come se non ci fosse nessun dopodomani. Per questo aggiornamento non c&apos;è niente da ridere, solo cose serie per sfidare la vostra mente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt; &lt;a href=&quot;http://www.onemanga.com/Death_Note/&quot;&gt;Death note&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Death note è un manga decisamente famoso. Io ho visto solo l&apos;anime ma confido che il manga sia anche più bello, come di solito succede. Di Death note esiste anche un bel film che consiglio di vedere, è nipponese subbato, come al solito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La trama è questa. Ad un demone della morte &quot;scivola&quot; il proprio Death note sulla Terra. Il death note è la moleskina sulla quale ogni demone della morte annota il nome e il cognome di chi vuole che muoia: l&apos;annotazione è sufficiente per provocare la morte di chi potra quel nome. Esistono regole molto precise per utilizzare questo Death Note, tutte ricordate continuamente perchè sono molto importanti. Questo death note viene raccolto da un ragazzo, Raito, il quale è guardacaso lo studente più bravo di tutto il Giappone. Purtroppamente Raito ha anche una sete di giustizia molto grande, e molto purtoppamente una anocr più grande considerazione di se. Il passo è breve: Raito comincia ad usare il molesko molesto per ammazzare tutti i criminali del mondo, diventando Kira il giustiziere, la mano di dio, o solo il più grande serial killer del mondo. L&apos;esecuzione di massa di questa massa di popolo ovviamente non passa inosservata e l&apos;interpol (si, quella di Zenigata) comincia ad investigare, mettendo in pista il suo uomo migliore, L. Inizia così un inseguimento furioso tra deduzioni e depistaggi continui, tra Kira e L, per cercare uno di scoprire l&apos;identità dell&apos;altro. Non so il manga, ma l&apos;anime è ansiogeno. Molto ansiogeno. I ragionamenti attorno alle regole ferree del death note sono estremamente arguti, ed è raro trovare un manga che ti sorprenda e che ti spiazzi in questo modo, facendoti tra l&apos;altro rimanere di moerda per la scia di morti che si lascia dietro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: date la caccia all&apos;anime, se ne trovano ancora le puntate su youtube, e senz&apos;altro le trovate anche se chiedete al mio amico EManUeLE. La serie (sia anime che manga) è completa, la prima serie è stratosferica, la seconda decisamente più loffia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://www.onemanga.com/Liar_Game/1/&quot;&gt;Liar game&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raro ma non impossibile. Liar game è l&apos;eccezione alla regola di prima sulla difficoltà di trovare manga che ti sorprendano per l&apos;arguzia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Liar game, o la Stangata all&apos;ennesima potenza. La premessa è l&apos;unica cosa meno credibile di tutto il manga. Esiste questa fantimatica Liar Game Corp., una corporazione che costringe persone comuni a partecipare a questo gioco &quot;multilevel&quot;. Ti consegnano 100.000.000 di yen, e poi ti dicono: bene, c&apos;è un concorrente che ha gli stessi tuoi soldi, o tu li prendi a lui o lui li prende a te, alla fine entrambi dovrete resituire 100.000.000 di yen alla corporazione, chi ne ha di più se li tiene, chi ne ha meno li rimette di tasca sua. La violenza è bandita, è solo questione di ragionamento. La protagonista del fumetto è una povera cretina. Fattasi fregare tutti i suoi soldi dopo mezz&apos;ora dall&apos;inizio del gioco, disperata cerca consiglio e lo trova nella persona del più grande truffatore del Giappone. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La serie è ancora in corso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come al solito, il feedback è molto ben accetto.</description>
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  <pubDate>Sat, 12 Jul 2008 21:07:08 GMT</pubDate>
  <title>Otaku: recentsjia</title>
  <link>http://maffa.livejournal.com/28346.html</link>
  <description>Vi avevo postato qualche giorno fa un bel sito che raccoglie un centinaio di manga tra quelli più letti nel mondo. Per chi se lo fosse perso, è il mio messaggio precedente -obviously.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho dato un&apos;occhiata ad un tot di manga e ho deciso di recensirvi quelli che sto leggendo adesso. Ci sono solo quelli che mi son piaciuti, e bon. Visto chen on so quanto scrivero e che metterò senz&apos;altro dei piccoli screenshot per mostrare almeno il tratto di disegno metto tutto dietro cut.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;GANTZ&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Genere&lt;/i&gt;: seinen (per adulti maschi), di mazzate da ciecati sci-fi&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Periodicità&lt;/i&gt;: quindicinale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E&apos; stato il primo che ho letto subito dopo essermi un po&apos; annoiato di Naruto, che per rispetto metterò per ultimo. &lt;br /&gt;Al momento, per quanto mi riguarda, Gantz batte Naruto 5 a 2.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.onemanga.com/Gantz/1/&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://img43.onemanga.com/mangas/00000012/00000030/01.jpg&quot; height=&quot;50%&quot; width=&quot;50%&quot; target=&quot;guardate la nonna e il nipotino a destra. uh uh uh!&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due ex compagni delle elementari muoiono investiti da un treno. E&apos; sicuro che muoiono visto che si vede bene la testa attaccata da un fiino di spina dorsale che vola via.&lt;br /&gt;Però, invece di volarsene in cielo circondati da un coro di angeli, si ritrovano assieme ad un altra decina di persone, anche loro fresce di cadavere, in una stanza ove nel mezzo campeggia una sfera nera. Di lì a poco saranno costretti a partecipare ad un gioco che prevede l&apos;uso di alieni, armi non convenzionali, spine dorsali, vampiri, zizze di dimensioni inconsuete per il sol levante e peli di figa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se quanto detto potrebbe non invogliare alla lettura, date retta a un scemo: leggetene almeno un paio di capitoli. Vi acchiapperà ben bene. A dispetto di numerosissimi fan services (i disegni a uso e consumo dei lettori, tipo pin up per intenderci, specie a fondo erotico) e nudi integrali ipertrofici da segaioli del Sol Levante, la storia è molto ben costruita, le regole del gioco appassionano (e ancora ora non sono ancora del tutto chiare, benchè ferree) e le morti e gli inaspettati ritorni, così come le relazioni tra i vari membri del gruppo sono molto molto forti. &lt;br /&gt;Un capitolo a parte per i disegni. Mi piacciono da impazzire. Lo stesso autore spiega nel primo albo il proceso direalizzazione delle tavole: in breve, lui prepara lo schizzo e i suoi collaboratori girano tutto in 3D, per poi restituirgli il tutto solo da completare. Bello, bello, bello. La periodicità in sè non pesa più di tanto: i capitoli sono molto densie lunghi, e ad ogni modo ci sono 247 capitoli da leggere prima di mettersi in pari, per cui divertimento assicurato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Date retta a un scemo x2: date una chance alla Grande Palla Nera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid2&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;CLAYMORE&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Genere&lt;/i&gt;: shounen (adolescenti maschi), di mazzate da ciecati fantasy&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Periodicità&lt;/i&gt;: mensile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo triste mondo pseudofantasy è piagato dalla minaccia dei demoni yuma(=demoni), ghiotti di trippa umana. Questi yuma non son fessi: oltre ad essere mediamente più forti di qualsiasi umano, hanno tra le altre l&apos;abilità di prendere le sembianze di chi pare loro e divorano anche i cervelli delle loro vittime per acquisirne i ricordi, così da prenderne il posto nella società e banchettare con il vicinato nella più assoluta intimità.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.onemanga.com/Claymore/1/&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://img36.onemanga.com/mangas/00000045/00000012/16.jpg&quot; target=&quot;mazzate da ciecati, ma con garbo&quot; height=&quot;50%&quot; width=&quot;50%&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fortunatamente per tutti, esiste una sorellanza di bionde guerriere dagli occhi di ghiaccio che dà loro la caccia: costoro son chiamate Claymore, dalla robusta spada a due mani che impugnano con una mano sola. Questo perchè loro sono mezze yuma, ossia sono state prese da piccole da una organizzazione chiamata L&apos;Organizzazione e aperte come cozze per inserire al loro interno carne e sangue yuma, cosa che dà loro forza e abilità sovraumane: tra le varie abilità c&apos;è anche quella di individuare gli yuma anche se mimetizzati come umani. Le Claymore non sono molto amate dal pubblico a casa: sono fredde, spietate, e dopotutto sono pur sempre mezze yuma. Tra queste c&apos;è la nostra Claire, protagonista del manga, che ha una particolarità: è l&apos;unica tra tutte le Claymore a...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ve lo dico. e lo faccio per voi. Si scopre molto presto nel fumetto, tipo nel secondo volume, ma questa è stata la parte che mi ha entusiasmato e convinto a proseguire con la lettura. Nel primo volume ero un po&apos; titubante, a dire il vero, è a tratti un po&apos; noiosetto. Però passata quella fase si va in discesa, e si entra in un turbillon di mazzate non male. C&apos;era fortissimo il rischio di trasformare questo manga in un incrocio tra Giovanna d&apos;Arco e i Cavalieri dello Zodiaco: fortunatamente l&apos;autore riesce sempre ad uscirne indenne con accorgimenti nella trama e nella caratterizzazione dei personaggi che ti fanno stupire della non banalità delle trovate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa che però &lt;i&gt;aaadooooooovo&lt;/i&gt; è il disegno. Queste bamboline di porcellana sono perfette, sarebbero perfette per un shojo (fumetto per ragazze) tipo Georgie. e hanno questi faccini deliziosi anche mentre dicono &quot;Yum yum... Mi punge vaghezza di budella umane calde calde...&quot;. L&apos;ambietazione purtroppo è un po&apos; spoglia, anche perchè i personaggi man mano che il fumetto va avanti e la trama si inspessisce diventano sempre di più e sempre più complicati da gestire (tutte le claymore son tutte bionde con gli occhi grigi, e ad un tratto c&apos;è un affollamento di 24 claymore nello stesso luogo per fare non vi dico cosa ma son mazzate che valgono la pena). Purtroppo è mensile. E questo pesa: i disegni sono molto curati ma la storia rischia di allungarsi una volta messisi in pari. E&apos; un rischio da valutare. Inoltre temo sempre la caduta di stile (mai arrivata fin&apos;ora anche se c&apos;è stata secondo me una defaillance un po&apos; grave nella seconda parte) che il tutto si trasformi in una parodia di ken il guerriero (paesotto - cattivo anonimo- battilo ken! - grazie, paesotto - cattivo anonimo- battilo ken!- grazie, ecc)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se vi annoiate un po&apos;: non è imprescindibile ma è ottimo entertainment.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid3&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;PERFECT GIRL EVOLUTION&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Genere&lt;/i&gt;: shojo (adolescenti femmine), umoristico da pisciarsi addosso&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Periodicità&lt;/i&gt; non lo so.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Me fa mmurì. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora, la storia è questa. 4 ragazzi delle superiori superbellissimi e poshissimi e a tratti ricchioni da tanto sono bellissimi sono ospitati in una casa superbellissima e poshissima e a tratto ricchiona da quanto è bellissima dalla Sig.ra Padrona di Casa, la quale ha però recentemente imposto un diktat: se trasformano sua nipote in una ragazza di classe cancella loro l&apos;affitto, se non ce la fanno glielo raddoppia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragazza in questione è reduce da un trauma sentimentale risalente alle medie, dove il ragazzo che amava gli ha detto che lui non si sarebbe messo con una ragazza brutta come lei. Da allora lei ha completamente rinunaciato alla sua bellezza, alla Bellezza in generale, e alle relazioni con il mondo esterno. Si è invece immersa in un mondo fatto di film horror, teschi e manichini anatomii, che sono i suoi migliori amici. Normalmente, alla gente lei appare come la tricuta protagonista di The Ring, anche se invece è una ragazza molto carina. Inoltre è provvista di forza prodigiosa, odia il sole ma sopratutto i belli sia maschi che femmine (a cui si riferisce con il termine di &quot;Radiosi&quot;) anche perchè tutte le volte che gliene si avvicina uno/a spruzza sangue dal naso. Poveri i nostri incredibili 4 amici metrosessuali, che lavoro improbo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.onemanga.com/Perfect_Girl_Evolution/1/&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://img34.onemanga.com/mangas/00000164/00000006/01-02.jpg&quot; target=&quot;Susako, la protagonista, è tra il secondo e il terzo&quot; height=&quot;50%&quot; width=&quot;50%&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il manga è tratosferico. Alterna disegni da shojo spintissimo con tanto di diamanti nell&apos;iride e occhio grandi 3/4 del viso con il superdeformed. A me fa morire dal ridere. Ottimo da stampare e leggere in metropolitana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid4&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;NARUTO&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Genere&lt;/i&gt;: shounen (adolescenti maschi), di mazzate +/-, comunque ninja&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Periodicità&lt;/i&gt;: settimanale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.onemanga.com/Naruto/1/&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://img36.onemanga.com/mangas/00000004/00000107/01.jpg&quot; target=&quot;indroducing Naruto&quot; width=&quot;50%&quot; height=&quot;50%&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il manga più famoso degli anni 2000. La storia è presto detta: in un mondo pseudo feudale giapponese, dove le forze armate dei vari paesi sono formate da truppe ninja, un ragazzino pestifero viene evitato da tutti a causa di una colpa antica: infatti nel suo corpo è stata sigillato lo spirito della Volpe a 9 code che 12 anni prima distrusse il villaggio della Foglia e il suo adorato leader, il 4° Hokage. Questo ragazzino, ossia Naruto, manca delle più elementari abilità per fare il ninja: non riesce a fare una copia di se o di qualcun altro, non riesce a lanciare shuriken e coltelli, insomma una schiappa. Tempo a breve, tagliandola corta, ci riesce, e comincia a spaccare qualche culetto qua e là.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo gli insensibili possono leggere almeno due o tre capitoli di Naruto non provando a fare i sigilli ninja con le mani per fare le tecniche magiche. Detto questo, c&apos;è un cast mostruoso, una trama che dura da anni, con trame e sottotrame e micatrame, sempre più complesse. Si parte ovviamente con un microtrama (riuscirà Naruto ad essere un pelo meno schiappa di quel che è?) e una macrotrama (ma chi? ma come? e sopratutto quando glielo diranno a Naruto?!?), a cui si vanno a sovrapporre mille e mille altre trame. Leggetevelo, e se arrivate alla parte degli esami dei chuunin vuol dire che vi piace. A me ultimamente mi ha un po&apos; stancato, perchè s&apos;è rallentato molto come ritmo di narrazione. Per cui mi son girato volentieri attorno. ditemi poi la vostra. Però è settimanale, per cui si aggiorna molto velocemente. Spero vi piaccia.&lt;br /&gt;</description>
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  <pubDate>Tue, 01 Jul 2008 10:07:11 GMT</pubDate>
  <title>Otaku</title>
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  <description>A chi piacciono i manga può dare un&apos;occhiata a &lt;a href=&quot;http://www.onemanga.com/directory/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;questo sito&lt;/a&gt; dove ce ne stanno un centinaio. Ci sono quasi esclusivamente quelli moderni e quelli in corso, quindi non roba di 10-15 fa: per intenderci no maison ikkoku si inuiasha, ma ci sono alcune notevoli eccezioni come Video girl Ai (che bello, mi son messo s piangere!), Evangelion, 3x3 Eyes e Bastard!!. Non sono un grandissimo esperto di manga ma per chi si annoia c&apos;è di che spaziare.</description>
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  <pubDate>Thu, 10 Apr 2008 20:11:10 GMT</pubDate>
  <title>Votantonio!</title>
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  <description>&lt;a href=&quot;http://www.antoniodipietro.com/2008/04/lunico_voto_valido_1.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt; &lt;img src=&quot;http://www.antoniodipietro.com/immagini2/bannervotovalido.jpg&quot; border=&quot;0&quot;&gt;&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Wed, 23 Jan 2008 21:23:04 GMT</pubDate>
  <title>Per il bene superiore</title>
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  <description>&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Per il Bene Superiore - Bilanciamento del potere&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Emil Julius Klaus Fuchs&lt;/i&gt; è nato il 29 dicembre 1911 in Germania, da padre pastore luterano e madre casalinga. Tutte le donne nella famiglia della madre morirono suicide, tranne la madre che semplicemente soffirva di schizofrenia. Il padre, in seguito, diventò professore di Teologia dell&apos;Università di Lipsia.  &lt;img src=&quot;http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/9e/Klaus_Fuchs_ID_badge.png/225px-Klaus_Fuchs_ID_badge.png&quot; title=&quot;Un giovane dalla faccia sveglia: Emil Julius Klaus Fuchs&quot; align=&quot;right&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giovane Fuchs fin da giovane dimostra promettentissime capacità matematiche e analitiche, che gli consentono di frequentare con successo sia l&apos;Università di Lipsia che quella di Kiel. Durante il suo sogiorno a Kiel intraprende anche una intensa attività politica che lo porta prima ad iscriversi al Partito Social-democratico tedesco, e successivamente al Partito Comunista tedesco. Nel 1933, dopo un violento scontro con le camice brune, scappa dapprima in Francia e quindi ripara, grazie ad amici di famiglia, a Bristol, dove si laurea con successo, e quindi a Edimburgo, dove consegue il dottorato in fisica. Una pubblicazione nel 1937 sulla meccanica dei quanti gli apre la strada dell&apos;insegnamento nella stessa Edimburgo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo scoppio della guerra, però, il giovane professor Fuchs viene internato assieme ai suoi compatrioti in terra d&apos;Albione, dapprima nell&apos;Isola di Man, e poi nel Quebec. Dopo 6 mesi di insistenze, il professore con il quale aveva conseguito il dottorato riesce a farlo reintegrare, e dopo un anno circa viene avvicinato da un professore dell&apos;Università di Birmingham, che gli propone di entrare in un gruppo di ricerca dedicato ai &quot;tubi di lega&quot;&lt;br /&gt;(&quot;tube alloys&quot;), il nome in codice dell&apos;appena nato gruppo di ricerca britannico sull&apos;energia nucleare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora un anno più tardi, nel 1941, un messaggio criptato proveniente da Londra per Mosca, conferma l&apos;avvenuto ricontatto con il prof. Fuchs da &quot;Sonja&quot;, la residente inglese del GRU, il direttorato generale per l&apos;intelligence russo (un livello gerarchico più in alto dell&apos;allora KGB). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l&apos;invasione tedesca della Russia, nel tardo 1941, Fuchs iniziò ad inviare all&apos;ambasciata russa a Londra informazioni riguardanti i piani segreti che gli Inglesi e gli Americani stavano approntando, perchè riteneva che gli alleati russi dovessero essere informati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1943, il programma &quot;tube alloys&quot; confluisce in quello americano &quot;Manhattan Project&quot;, e con essa tutti gli scienziati coninvolti, compreso Fuchs. dopo una breve permanenza alla Columbia University di New York (da cui il nome del progetto), venne trasferito all&apos;Università di Los Alamos nel New Mexico, dove la sua area di ricerca riguardava il problema dell&apos;implosione del la parte fissile del nucleo di plutonio. La soluzione del problema, ossia le tecniche di calcolo dell&apos;energia di fissione quando raggiunge il livello &quot;prompt critical&quot; (ossia quando assicura la reazione a catena). Successivamente, brevettò assieme ad un collega il metodo di attivazione di un processo di fissione nucleare tramite spoletta ad implosione. Tra le altre cose, era uno tra i numerosi scienziati presenti al Trinity Test il 16 luglio 1945.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 1947 fino al 1949, Fuchs fornì al governo russo tutte le informazioni in possesso dei governi americano e inglese, in tal modo permettendo ai russi di riempire il gap informativo nei confronti del blocco occidentale. Inoltre, Fuchs fornì informazioni sull&apos;approvigionamento di uranio e altri dati logistici, permettendo ai russi di stimare con una certa precisione lo stato del deterrente nucleare americano nell&apos;immediato dopoguerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un incontro al vertice anglo-canadese-statudinense CPC sullo scambio di informazioni sul nucleare in qualità di Preside della divisione di fisica teorica dell&apos;Istituto di ricerca sull&apos;energia atomica di Harwell, tra i cui partecipanti figurava anche &lt;i&gt;Donald MacLean&lt;/i&gt; in qualità di co-segretario del gruppo diplomatico inglese, Fuchs fu arrestato dall&apos;intelligence inglese e messo sotto duro interrogatorio. L&apos;individuazione di Fuchs avvenne grazie al gruppo VENENA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rilasciata una lunga confessione, che tra le altre cose ha consentito all&apos;FBI di rintracciare il corriere, che serviva da tramite tra il &quot;Manhattan ring&quot;, i coniugi Rosenberg e Mosca e avendo scontato 8 anni di carcere, a Fuchs fu consentito di trasferirsi a Dresda, nella Germania Est, fino alla morte avvenuta nel 1988.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/58/Theodore_Hall_ID_badge.png&quot; title=&quot;Theodore Hall&quot; align=&quot;left&quot;&gt;    Nel frattempo, ignaro l&apos;uno dell&apos;altro, &lt;i&gt;Theodore Hall&lt;/i&gt;, lo scienziato più giovane coinvolto nel Progetto Manhattan (19 anni), durante una vacanza a New York entrò nel consolato sovietico e si offrì spontaneamente come spia. Era preoccupato, dirà poi la moglie una volta morto nel 1999, che gli Stati Uniti si ergessero come potenza militare monopolistica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il corriere di Hall fu &lt;i&gt;Lora Coheh&lt;/i&gt;, poi parte dell&apos;&quot;anello di Portland&quot;. I dati di Fuchs e Hall, assieme a quelli di MacLean, servivano come importante conferma e complemento gli uni con gli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante venisse citato con il suo nome in codice &quot;Fogel&quot; nei messaggi decodificati dal gruppo VENENA, non si seppe mai con certezza se fosse una spia fino ad una parziale ammissione in tarda età, e quindi con certezza dopo la morte a seguito delle rivelazioni della moglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I dati forniti da Fucs, Hall, MacLean e altri hanno permesso all&apos;URSS di comprendere il vero potenziale atomico americano dell&apos;immediato dopoguerra, quel tanto che è bastato per poter appoggiare Mao in Cina (10.500.000 morti tra le truppe del Kuo Min Tang e la Repubblica Popolare di Mao), e susseguentemente la Cina e la Corea del Nord nella guerra di Corea (1.500.000 morti tra entrambe le parti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid2&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Per il bene superiore - Caduta del regime&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Wilhelm Canaris&lt;/i&gt; nasce nel 1887 ad Aplerbeck, vicino a Dortmund, da una famiglia di lontane origini greche. Nel 1905 si arruola come cadetto nella Marina Imperiale Tedesca e fra i primi incarichi da ufficiale, ha il compito di fare da interprete ai tedeschi che rimpatriano dal porto di Veracruz, in Messico, a causa della rivoluzione. &lt;img src=&quot;http://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/images/People/Canaris.jpg&quot; title=&quot;Ammiraglio Wilhelm Canaris&quot; align=&quot;right&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo scoppio della prima guerra mondiale presta servizio come tenente di vascello e ufficiale addetto alle informazioni a bordo dell&apos;incrociatore Dresden, prendendo parte alla Battaglia delle Falkland con la flotta dell&apos;ammiraglio Maximilian von Spee. Dopo l&apos;affondamento del Dresden al largo delle Isole di Juan Fernández per evitarne la cattura da parte britannica, viene internato in un campo di prigionia in Cile, dal quale evade nell&apos;agosto del 1915 e, dopo una lunga marcia attraverso le Ande, raggiunge l&apos;Argentina, dove riesce ad imbarcarsi per tornare in Germania. Decorato con la Croce di Ferro, viene assegnato al nascente servizio segreto della Marina. Lavora come agente in Spagna grazie al suo perfetto spagnolo (oltre ad altre 4 lingue) dall&apos;aprile del 1916, sfuggendo ad un attentato e diventando uno degli uomini più ricercati dall&apos;MI6, il servizio segreto britannico. Nel 1918 torna in servizio attivo come comandante di U-boot nel Mediterraneo, dove affonda diciotto unità nemiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 1 gennaio 1935, viene promosso contrammiraglio e viene messo a capo dell&apos;Abwehr - il servizio segreto militare unico. Sotto la sua direzione, l&apos;Abwehr si organizza in modo più efficace e aumenta la propria influenza a discapito delle agenzie rivali, come la famigerata SD, il servizio segreto delle SS, di Reinhard Heydrich, creatore e direttore operativo della Soluzione Finale. Il primo obbiettivo di Canaris è cercare di migliorare i rapporti fra le due strutture e questo viene facilitato dal fatto che i due comandanti si conoscono dal tempo in cui Heydrich era imbarcato sul Berlin come sottoposto di Canaris. I compiti vengono divisi: l&apos;Abwehr si sarebbe occupata dello spionaggio e del controspionaggio militare, la Gestapo e la SD avrebbero agito in campo politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal suo insediamento, Canaris lavora alacremente per costruire una fitta rete di spie in Spagna in supporto delle forze rivoluzionarie di Francisco Franco, e convince il riluttante Hitler ad affiancare il caudillo nella rivolta contro le forze comuniste -ritenendo lo stesso Hitler l&apos;unico baluardo contro il comunismo dilagante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però verso il 1938, egli comprende che Hitler non solo non è una soluzione, ma l&apos;origine di tutti i problemi: non solo è politicamente improponibile, ma i suo modi rozzi e brutali mal si accompagnano con i valori militari tedeschi. Inizia quindi a complottare segretamente contro di lui. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante la crisi dei Sudeti con la Cecoslovacchia cerca di impedire a tutti i costi l&apos;assorbimento dello Stato boemo. Versa delle somme personali a Franco per fargli mantenere la neutralità nei confronti dei nazisti e per impedire che le truppe tedesche attraversino la Spagna e si impadroniscano di Gibilterra. Negli anni 1938 e 1939 pianifica due distinti tentativi di assassinio di Hitler per impedire il tentativo di Anschluss dell&apos;Austria, e allo stesso tempo invia un emissario in Inghilterra per spiegare la situazione e per pregare l&apos;intervento a difesa dell&apos;Austria. Nonostante l&apos;MI6 fosse convinta dell&apos;intervento militare contro la Germania per l&apos;annessione dell&apos;Austria, il primo ministro inglese Neville Chamberlain preferisce la via diplomatica a quella militare, facendo fare a Hitler la figura dell&apos;uomo di pace e che riesce a tenere testa al&apos;Inghilterra. Canaris definisce la mossa di Chamberlain &quot;decisione disonesta e stupida&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A seguito dell&apos;invasione della Polonia, un Canaris frustrato è costretto a prendere appunti sui numerosi crimini di guerra commessi contro la popolazione e gli ebrei residenti: tutti questi appunti verranno inviati agli Inglesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante la guerra, i due servizi segreti nemici si tengono in contatto per cercare di far capitolare il regime nazista. All&apos;interno dell&apos;Abwehr Canaris crea un nucleo ristretto di fedeli anti-hitleriani, e si dà da fare per provocare la caduta del regime. In occasione dell&apos;operazione Barbarossa, i tedeschi ricevono dagli inglesi i piani di difesa dei russi: nonostante quest&apos;ottima informazione che permetterà una rapidissima offensiva nelle prime fasi dell&apos;invasione, Himmler intuisce che la fonte devono essere gli inglesi, e decide di mettere la SD di Heydrich -amico rivale di Canaris- alle costole dell&apos;Abwehr. La SD scopre i fequenti viaggi che Canaris nel 1942 intraprende verso la Spagna (per incontrare gli agenti inglesi di Gibilterra) e la Francia di Vichy (per incontrare la resistenza). Sempre in quegli anni avviene l&apos;incidente di Praga: un agente inglese viene arrestato dalla SD di Heydrich. Canaris interviene in prima persona, sostenendo che in realtà questo agente è un doppio agente dell&apos;Abwehr. Sia Heydrich che Himmler sospettano ancora di più di Canaris, e lo costringono a sottoporre l&apos;Abwehr all&apos;autorità della SD e delle SS. Poco cambia, però, perchè Canaris riesce a trovare altri due agenti inglesi, e un canale sicuro con la S. Sede. Inoltre, Canaris riesce a salvare centinaia di ebrei dando loro lo status di agenti Abwehr per farli scappare dalla Germania. Riesce inoltre a rivelare gli spostamenti di Heydrich all&apos;MI6, che lo assassina in Praga nel 1942.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Himmler giudica la situazione insostenibile e convince Hitler a deporre Canaris nel 1944: l&apos;Abwehr viene fusa con la SD, e Canaris viene costretto agli arresti domiciliari. Questo fatto gli consente di non partecipare al tentativo di assassinio di von Stauffenberg del 20 luglio 1944, ma a seguito delle torture compiute sui congiurati, la SD viene a scoprire l&apos;esistenza di una ventina di piani di assassinio di Hitler in una cassetta metallica in possesso di diversi amici intimi di Canaris, tutti andati in fumo per un soffio e coperti in fretta e furia dall&apos;Abwehr.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scoperto il doppio gioco, Himmler decide di tenere in vita Canaris per mantenere un contatto politico con gli inglesi per negoziare una pace con lui come futuro capo della Germania. Quando questi piani andarono in fumo, Canaris fu condannato a morte mediante strangolamento lento da nudo, un mese prima della fine della guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo tradimento ha provocato la salvezza di diverse centinaia di ebrei e oppositori, ma anche migliaia di soldati tedeschi mandati a morire nelle Ardenne e a ridosso di Anzio a causa delle informazioni volutamente sbagliate che Canaris passava ad Hitler. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimane da spiegare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- chi era MacLean e i Cambridge Five?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- chi erano i Chohen e il Portland ring?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- chi erano i Rosemberg e il rapporto con il maccartismo? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e sopratutto &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- cos&apos;è VENENA?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se vi interessa e avete pazienza, forse ve lo dico tra una decina di giorni. Se non potete aspettare, cercate informazioni su wiki.org da cui ho fatto manbassa. Se avete ancora più pazienza poi vi racconto qualcosa su chi l&apos;ha fatto solo per soldi, e ci troverete -senza molte sorprese- diversi americani, e un notevole albanese. Se non ve ne frega niente, non cliccate sui cut -e vi capirei visto che (come al solito) è lungo come la morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine di tutto, rimane un problema. Avrei/avreste il coraggio di fare quello che è stato fatto, per un &lt;i&gt;bene superiore&lt;/i&gt;? Davvero non lo so. Direi: non credo.</description>
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  <pubDate>Sat, 01 Dec 2007 15:35:22 GMT</pubDate>
  <title>TengoFamiglia - Quell&apos;odore familiare sotto le lenzuola</title>
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  <description>Salve, amici e amiche. Da una brillante ispirazione di windruffle ho deciso di fondare questa community. E&apos; sostanzialmente la discarica delle nostre personali sit-com familiari, magari un pelo meno monotematiche di quelle squilibrate che scrivono su Carissima Suocera o blogghi affini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E&apos; aperto a tutte le coppie: sposate, di fatto, DICOate, che vivono spensieratamente nel peccato, con figli, senza figli, in attesa di, in speranza di, col terrore di, inseminati artificialmente o grazie all&apos;aiuto del postino. Anche i single possono partecipare, basta che poi non rompano le balle che parliamo solo di pannolini, bollette, chi pulisce e chi cucina (e chi non lo fa) ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&apos;ingresso alla community è moderato, il posting è libero (e il primo è fuori) e invitate pure chi vi pare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui l&apos;indirizzo: &lt;a href=&quot;http://community.livejournal.com/tengofamiglia/&quot;&gt;http://community.livejournal.com/tengofamiglia/&lt;/a&gt;</description>
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  <pubDate>Sun, 22 Apr 2007 12:52:44 GMT</pubDate>
  <title>Evvvvvvvvvolavolavola!</title>
  <link>http://maffa.livejournal.com/23154.html</link>
  <description>((No, niente che riguardi l&apos;altro progetto. Per questo è slucchettato.))&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho scopeto da relativamente poco qualcosa che avessi saputo anche solo l&apos;anno scorso probabilmente la mia vita sarbbe di molto cambiata. Si chiama VDS: volo sportivo da diporto, ed è l&apos;alternativa economica per tutti quelli che vogliono volare ma che non hanno centinaia di migliaia di euri da investire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino a poco tempo fa, l&apos;unica strada per chi voleva volare -sia per chi voleva farne una professione, sia per chi semplicemente si sarebbe accontentato di farsi un giro- era di prendere il cosiddetto Brevetto di Pilota Privato (PPL = Private Pilot License); chi avesse voluto poi proseguire la propria carriera avrebbe accumulato altri brevetti, ma solo questo richiedeva l&apos;investimento (in una media ottimistica) di almeno 10.000 euro. A questo si sarebbe dovuto aggiungere il costo del volo in se e per se: il noleggio degli apparecchi parte dai 150 euro l&apos;ora per i Cessna più scassoni degli anni 70, e ogni volta che vuoi provare a cambiare aereo devi fare un test di passaggio macchina con un pilota istruttore che prima ti insegna e poi ti controlla decollo, recupero stallo e atterraggio; inoltre tasse aeroportuali per gli atterraggi e i costi di hangaraggio, oltre agli infiniti e periodi controlli da parte di ditte specializzate e certificanti sugli apparecchi, e il costo del carburante avio hanno reso l&apos;areonautica generale (cioè appunto l&apos;aeronautica di chi ha l&apos;aeroplano privato e non ci lavora) onerosissima, e roba da ricchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da poco, almeno 6-7 anni invece, s&apos;è imposto il VDS, o come si chiama con acronimo inglese, l&apos;ULM (Ultra Light Machines).  Il raggruppamento è composto da ali delta (o deltaplani) a motore (tecnicamente chiamati &quot;pendolari&quot; per il tipico dondolio che hanno), gli autogiri (piccoli elicotteri leggeri) e i &quot;tre assi&quot;, che sono l&apos;oggetto del mio disquisire. Si dicono tre assi perchè hanno la possibiltà di modificare autonomamente appunto l&apos;assetto sui tre assi, e sono quelli che stanno insidiando &quot;dal basso&quot; l&apos;aeroautica generale. Hanno due limitazioni tecniche: il peso non deve superare i 450kg al decollo, e non possono avere una velocità di stallo non superiore ai 65 kmh. Inoltre, non possono in genere sorvolare aree coperte dalle torri di controllo (e quindi non possono atterrare negli aeroporti) nè le città, e non possono superare i 150m dal suolo (il doppio durante le feste).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In compenso, hanno tutta una serie di facilitazioni. I più furbi di voi si chiederanno, visto che negli aeroporti non si può atterrare dove mai scenderanno questi mezzi: beh, un po&apos; dove vogliono, purchè abbiano l&apos;autorizzazione del proprietario (e lo spazio per farlo), e quindi, per la maggior parte dei campi volo in italia, nessuna tassa aeroportuale. Poi quasi tutti vanno a diesel o verde, per cui basta andare con la tanica dal distributore. Poi non è necessario sapere usare le radio nè avre un trasponder (anche se sono consigliati, specie per i viaggi lunghi) In ultimo ma assolutamente non per ultimo, per salire a bordo di un ULM è necessario un corso di 36 ore tra teoria e voli, per una spesa che nel peggiore dei casi non supera i 2.500 euro (e molte volte sta dentro i 1500), e gli aerei costano un decimo rispetto a quelli dell&apos;aeronautica generale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facendo un confronto, gli ULM stanno all&apos;AG come i gommoni agli yatch; anzi sarebbe il caso di fare un paragone che non esiste nella realtà ma che rende meglio l&apos;idea. E&apos; come se esistesse una legge che permette di attaccare un motore alle bici senza dover prendere la patente per la moto (ammesso che la patente della moto costi 10000 euro). E poi, proseguendo sull&apos;esempio, è come se ad uncerto punto, le bici motorizzate andassero più forti e meglio delle moto. Difatti è quello che è successo nel mondo dell&apos;aviazione. Il mercato e lo scenario degli ULM è improvvisamente esploso, mentre quello dell&apos;AG di bassa fascia è imploso, tanto che molte ditte del settore si stanno velocemente riconvertendo o soccombendo. Infatti innovazioni tecniche (e l&apos;attuale legislazione) fanno si che sia più facile fare aeroplani leggeri e performanti all&apos;interno dei parametri suddetti, piuttosto che fare aerei da AG di fascia bassa pilotabili solo da piloti brevettati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Magari qualcuno di voi si chiederà che razza di scassoni saranno questi aeroplanini di carta. Eccovene uno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.velocityaircraft.com/Images/serg.jpg&quot; target=&quot;Velocity SE&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il Velocity SE. Ha un&apos;autonomia di circa 1000 km, velocità di crociera di 150/180 nodi (circa 250/320 km/h), porta 4 persone, e te lo costruisci tu. Esatto: molti di questi aerei li puoi o comprare già bell&apos;e fatti, oppure te lo spediscono tramite kit di montaggio, come un mobile Ikea: ti costa un terzo di meno, sai come funziona, te lo personalizzi come ti pare, e ci metti la strumenazione che vuoi. Questo modello in particolare arriva a costare come modello base 31.000 $, per un totale medio di $65.000. Cioè il costo di un Cessna usato di qualche decennio. Se invece andiamo a dare un&apos;occhiata al mondo dell&apos;usato, ci sono apprecchi che costano anche 5.000 euro: non saranno bellissimi come il Velocity, ma ci voli ed è la cosa che conta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.ultraleggero.it/Annunci/Pg12/19-04-07supercat-g.jpg&quot; title=&quot;questo ne costa 7.000, per dire, ed è il primo che ho trovato&quot;&gt;            &lt;img src=&quot;http://www.alpiaviation.com/img/p200-std-p01.jpg&quot; title=&quot;no, non costa 5.000, però è bellillo&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come avrete capito, la scimmia del VDS mi si è arrampicata sulla spalla, e anzi vi saluta tutti caramente. Quando riuscirò a convincere marina a farmelo fare probabilmente mi sentirete anche meno di quanto già non faccia, ma visto che non accadrà tanto presto, state pure tranquilli io resto qui. Però dai, che cazzo! Non costa molto, no? Dai, che cazzo. Su! Dai!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vabbè.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mannaggia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uffa, però.</description>
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  <pubDate>Thu, 04 Jan 2007 16:36:04 GMT</pubDate>
  <title>Le guerre di Quarta Generazione</title>
  <link>http://maffa.livejournal.com/21584.html</link>
  <description>Tanta ciccia e tanta polpa in questo articolo. Da &lt;a href=&quot;http://www.paginedidifesa.it/2006/buzzi_061229.html&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; 	&lt;center&gt;Contributo di un lettore: le guerre di quarta generazione&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’evoluzione della guerra e della teoria che la studia ha affrontato negli ultimi anni un nuovo capitolo. Questo è quanto sostenuto dai teorici delle nuove forme in cui il conflitto armato si estrinseca e che è stato nominato Fourth Generation Warfare (4GW). La prima Intifada palestinese, la sconfitta in Somalia dell’Onu, AlQaeda, le guerre in Iraq e in Afghanistan sono lì a testimoniare che la teoria sta diventando pratica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’espressione ‘Fourth Generation Warfare’ fu usata per la prima volta nel numero di ottobre 1989 della Marine Corps Gazette in un articolo in cui si preconizzava l’avvento di una nuovo tipo di guerra. Essa avrebbe fatto seguito a quelle di prima generazione (basate sull’uso del manpower), a quelle di seconda (fondate sul firepower) e a quelle di terza (dominate dal concetto di manovra). In modo incredibilmente preveggente si teorizzava una possibile dualità nelle forze guida delle guerre di quarta generazione: da un lato una guerra basata sulla tecnologia (technology-driven warfare) e dall’altro una basata sulle idee (idea-driven warfare). Il progresso del mondo occidentale si è fondato sullo sviluppo delle tecnologie, soprattutto quelle informatiche e della comunicazione, portando al ben noto Network Centric Warfare. Ma in tutto il resto del mondo le cose hanno seguito una strada diversa. Col passare degli anni il pensiero teorico si è andato arricchendo incorporando anche idee legate alla sociologia e allo sviluppo mondiale. Vediamo alcuni dei punti cardine che sostengono la teoria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tramonto dello Stato. Il concetto di declino dello Stato viene esposto dal professore Van Creveld, che nel libro ‘The rise and decline of the State’ teorizza la fine del monopolio dello Stato sulla capacità di condurre una guerra, non essendo più giudicato in grado di affermare la propria superiorità nei confronti di altre entità organizzative, quali tribù o organizzazioni etnico-religiose, che meglio riescono a garantire alle persone sicurezza, riuscendo a catalizzare meglio lo sforzo di una guerra ‘idea-driven’. Questo progressivo indebolimento del ruolo dello Stato porta a un continuo aumento del disordine mondiale, che mina alla radice il funzionamento e il significato di molti aspetti della politica internazionale e di sicurezza. Indebolire la percezione di sicurezza fornita da uno Stato è ormai diventata la ‘mossa d’apertura’ classica degli attori di quarta generazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La non-trinitarietà. Un altro concetto base degli studiosi della 4GW riguarda la rottura dello schema clausewitziano Stato-popolo-esercito: la cosiddetta trinità. Le guerre di quarta generazione sono guerre non-trinitarie, s’intende con ciò il venir meno della netta separazione tra pace e guerra e il fatto che non si condurrà più una guerra solo con l’uso di forze armate espressione di uno Stato e supportate da un popolo. Al-Qaeda, Hezbollah sono solo un paio di esempi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre nuovi livelli della guerra. Ai classici e molto conosciuti livelli della guerra individuati da Clausewitz, i livelli tattico-operativo-strategico, vengono affiancati tre nuovi livelli di scontro: il livello fisico (quello meno importante), il livello mentale, il livello morale. Questi nuovi livelli non sostituiscono i vecchi livelli clausewitziani, ma li affiancano per rendere possibile il collegamento delle azioni militari al contesto non-trinitario. Per esempio, si parla di ‘caporale strategico’, facendo riferimento alle immense conseguenze che potrebbero avere sul livello morale dello scontro le azioni anche di un semplice graduato, quando magari riesce a portare offese profonde alla popolazione e tali azioni vengono riprese in diretta su al-Jazeera o diffuse su YouTube. Abu Ghraib docet. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’introduzione del concetto di Grand-Strategy. Essa viene intesa come la capacità di aumentare i propri rapporti con altri centri di potere indipendenti, isolando contemporaneamente al nemico quante più connessioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che rende specifico il concetto di guerra di quarta generazione è il fatto che aspetti della guerra già ben conosciuti da secoli - quali l’asimmetria, la guerriglia o il terrorismo - cambiano radicalmente di significato quando vengono considerati assieme ad altri aspetti del mondo contemporaneo come i sempre maggiori squilibri, la globalizzazione, lo sviluppo della tecnologia e lo sviluppo delle reti e dei mezzi di comunicazione. Questi aspetti del mondo moderno si prestano a una strumentalizzazione che permette agli strateghi della quarta generazione di andare direttamente al di là della necessità di forze armate e di ingombranti e costose organizzazioni parastatali logistico-organizzative per riuscire a sconfiggere l’avversario. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Asimmetria, terrorismo, uso dell’arma economica, corruzione sono tutte realtà che esistono da sempre. Ma è solo il mondo contemporaneo che ne permette il contemporaneo uso a fini politico-militari. Facciamo un breve esempio. Le tribù afghane lottarono vittoriosamente contro l’esercito inglese nel corso del XIX secolo utilizzando la tattica della guerriglia e impedendo all’impero britannico qualunque capacità di governo e di controllo del territorio afghano. Ma la sconfitta strategica inglese a livello di Stato era fuori discussione. Oggi, in un contesto di quarta generazione, la guida strategica dei Taliban può affiancare alla guerriglia azioni di carattere strategico, quale fu il bombardamento della subway londinese oppure pensare addirittura al dirottamento multiplo di dieci aerei di linea in alleanza con al-Qaeda, mirando alla sconfitta anche a livello strategico del Regno Unito. E’ evidente che tra il tipo di guerra afghana di un tempo e quella di oggi c’è, appunto, qualche generazione di differenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guerra di quarta generazione punta sostanzialmente ad abbattere la capacità di resistenza dell’avversario al livello morale, evitando di scontrarsi in impossibili scontri di carattere militare, se possibile anche evitando quelli asimmetrici. Le azioni di carattere militare non hanno quasi mai un significato al livello fisico ma puntano sempre a influenzare la nostra determinazione a livello mentale e morale. Una guerra di quarta generazione non vede nello scontro armato il proprio aspetto principale. Le azioni dei Taliban in Afghanistan non si prefiggono di sconfiggere militarmente la Nato, ma di raggiungere tutta una serie di obiettivi che porteranno all’impossibilità di mantenere le nostre truppe in teatro. La prima Intifada palestinese raggiunse l’accordo di Oslo senza addirittura sparare un colpo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il venir meno di una chiara suddivisione fra civili e militari e dello Stato come unica entità capace di combattere una guerra porta alle ormai ben conosciute difficoltà, da parte degli Stati costituiti e delle loro forze armate, ad affrontare questo tipo di sfide. Le capacità richieste alle forze armate sono molto diverse da quelle che per decenni sono state pianificate sia in termini di materiali che di preparazione del personale. Il fatto è che il mondo Occidentale pare preparasi a una guerra che ormai nessuno gli offrirà più occasione di combattere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guerra del Golfo del 1991 passerà probabilmente alla storia come l’ultimo conflitto del suo genere. Dopo l’operazione Iraqi Freedom con la dimostrazione delle capacità tecnologiche delle Forze armate Usa, nessuno per molto tempo a venire concepirà sfide di carattere classico contro l’esercito americano. Sembra infatti svanita anche la prospettiva, per un ipotetico avversario classico degli Usa, di infliggere almeno un significativo tasso di perdite, tale da poter impattare al livello mentale e morale di uno scontro di generazione precedente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il diffondersi di guerre di quarta generazione rende ovviamente ancora più complessa e delicata la preparazione dello strumento militare da parte dei governi occidentali, stante la necessità di assicurare la deterrenza nei confronti di minacce di generazione precedente. Infatti, così come nelle epoche passate guerre di generazione diversa si affiancarono, così anche l’avvento della 4GW si andrà ad affiancare a quelle di seconda e terza generazione. Lo sviluppo di queste nuove concezioni della guerra si presta a valutazioni importanti e dalle conseguenze profonde e di difficile gestione politica in quanto evocano temi spinosi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le società occidentali possono affrontare un nemico di quarta generazione? E se sì, come? Per una moderna società occidentale è molto difficile - se non impossibile - affrontare e vincere una guerra di quarta generazione. La nostra società, fondata sulla separazione dei poteri, sul rispetto dei diritti umani e sulla democrazia, ben difficilmente potrà affrontare sfide a spettro così ampio, che affrontano aspetti su piani tanto diversi e regolati da diverse entità burocratiche (ministeri diversi, poteri diversi ecc..) e di difficile integrazione. Inoltre, se da un lato l’orizzonte temporale molto lungo delle guerre di quarta generazione contrasta con le dinamiche interne degli Stati democratici legate ai cicli elettorali, dall’altro le nostre società non possono essere mobilitate, con una temporanea sospensione delle tutele del tempo di pace, contro ‘una idea’. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso in cui si dovessero comunque combattere conflitti di questo tipo, le capacità richieste alle forze armate, a cui gli occidentali demandano questo tipo di interventi, dovrebbero essere decisamente diverse da quelle disponibili. Il concetto base viene riassunto in una constatazione provocatoria: nella storia umana, tra Davide e Golia, nessuno ha mai parteggiato per Golia. Con questo si intende sostenere che l’impiego della forza deve essere radicalmente diverso. Il concetto base è quello di de-escalation. Un concetto molto ben conosciuto dalle Forze di polizia di tutto il mondo che fisiologicamente rifuggono dall’uso della forza. E come spesso accade alle Forze di polizia di sostenere perdite superiori a quelle dei malviventi, così potrebbe succedere alle forze armate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma contrariamente a quanto avviene nelle guerre di generazione precedente, questo fatto non dovrebbe essere considerato una sconfitta. L’impiego del British Army nell’Irlanda del Nord costituisce un buon esempio, anche se effettuato a contatto di una società le cui dinamiche erano perfettamente conosciute e la cui maggioranza era guidata da ‘idee’ che appoggiavano la presenza dell’esercito. Inoltre le operazioni militari dovrebbero sin dall’origine essere concepite di durata molto lunga, decennale se non di più e la presenza delle forze armate dovrebbe essere quantitativamente parametrata alla popolazione civile e non alle forze armate da combattere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo questi due aspetti citati portano ad alcune gravi conseguenze per quanto riguarda la rispondenza degli attuali schemi di reclutamento delle forze armate. E’ evidente che operazioni di lunghissima durata e numericamente rilevanti mal si adattano a forze armate professioniste. Inoltre, impegnare soldati professionisti in missioni di basso profilo ma molto rischiose, renderebbe il loro reclutamento sempre più difficile e l’abbassamento degli standard conseguente potrebbe portare a soldati sempre meno adatti alla missione e tendenzialmente più facilmente permeabili al ‘disordine’ diffuso dal nemico. Le autorità statunitensi stanno monitorando con preoccupazione l’impatto che reduci di basso livello qualitativo stanno avendo sulle tecniche usate nelle guerre tra gang (guerre idea-driven, per altro). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche tutta la politica degli approvvigionamenti e dello sviluppo di nuovi armamenti dovrebbe essere rivista sia per valutare la reale necessità di alcuni sistemi d’arma sia per capire la sostenibilità a fronte di un impiego così lungo e dei costi connessi. Inoltre, affrontare sfide di quarta generazione espone inevitabilmente al rischio rendere gli eserciti impegnati e le società di cui sono espressione sempre più simili ai loro avversari. Inevitabilmente queste guerre tendono a diventare fonte di disordine che si riflette anche sulle nostre società. Combattere un avversario che è idea-driven inevitabilmente spingerà a una battaglia di idee al nostro interno. I disordini delle banlieu parigine e le ricorrenti tensioni su argomenti come immigrazione e integrazione ne sono una fresca testimonianza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche a una analisi così sommaria risulta evidente come per una democrazia occidentale i pericoli nel condurre guerre di questo tipo siano enormi. Molto più forti appaiono invece realtà statuali a contenuto democratico assai modesto o discutibile, capaci di concepire e gestire politiche su un arco temporale molto lungo e in grado di imbrigliare meglio la pubblica opinione, limitando le possibilità dell’avversario di raggiungere successi al livello morale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Specularmente emergono, come possibili avversari, formidabili forme di Stato idea-driven fortemente ideologizzate che con molta facilità riescono a giocare la partita su tutti i diversi tavoli utilizzando in pieno tutto lo spettro delle possibili forme di lotta sia utilizzando le possibilità date dall’essere un vero e proprio Stato, quali il disporre di capacità Wmd e finanziarie, sia da quello di gestire entità extra-statuali ed extraterritoriali. Dopo aver sconfitto il blocco comunista nella Guerra Fredda, vinta peraltro senza sparare un colpo con una svolta di quarta generazione imperniata sull’alleanza Usa-Chiesa Cattolica-complesso militar-industriale, il mondo occidentale dovrebbe rendersi conto di essere esposto al concreto rischio di una sconfitta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Claudio Buzzi, 29 dicembre 2006</description>
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  <pubDate>Sat, 23 Dec 2006 13:02:30 GMT</pubDate>
  <title>Cinque pizze con i frutti di mare per il sig. Maggio</title>
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  <description>Quando eravamo alle medie, io e il sig. &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_hrlqn&apos; lj:user=&apos;hrlqn&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://hrlqn.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://hrlqn.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;hrlqn&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; sfruttavamo le lunghe ore di casa vuota per giocare a Gauntlet sull&apos;MSX, e per fare scherzi al telefono. Due scherzi erano sempre garanzia di qualità. Uno era Radio Memphis, l&apos;altro le pizze per Maggio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Radio Memphis veniva fatto utilizzando due congegni del male che l&apos;amico &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_hrlqn&apos; lj:user=&apos;hrlqn&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://hrlqn.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://hrlqn.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;hrlqn&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; possedeva grazie al fatto che già ai tempi aveva venduto l&apos;anima al dimonio dei gadget: un aggeggino che ad ogni pulsante faceva corrispondere un effetto sonoro elettronico (tipo un triste &quot;pirupirupuuuu&quot; o un allegro &quot;piriririiiii!&quot;) e una trasmittente FM del raggio di qualche centinaio di metri. Lo scherzo, i più furbi tra voi l&apos;avranno già intuito, consisteva nel telefonare a qualche vicino di casa di &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_hrlqn&apos; lj:user=&apos;hrlqn&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://hrlqn.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://hrlqn.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;hrlqn&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, inserire la telefonata nella trasmittente FM, e dire alla povera malcapitata che si trovava trasmessa su Radioemphis, la nuova radio che trasmetteva sui 102.7, e che era stata sorteggiata per il quiz a premi dove avrebbe potuto vincere 20 milioni di lire. Io facevo il DJ, &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_hrlqn&apos; lj:user=&apos;hrlqn&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://hrlqn.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://hrlqn.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;hrlqn&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; invece, da un altro telefono, il tecnico radiofonico e jukebox: sostanzialmente metteva le canzoni metendo la cornetta e il trasmettitore vicino alle casse dell&apos;Hi-Fi tra una domanda e l&apos;altra, e faceva gli stacchetti sonori per le risposte giuste e quelle sbagliate. Le domande erano del tenore di &quot;come si chiama di nome Maradona&quot; o &quot;come si chiama il presidente della Repubblica&quot;; alcune volte quando avevamo voglia di lasciarle nella speranza di aver vinto facevamo delle domande demenziali facendo come fa attualmente Bonolis per far indovinare i suoi quizzers; altre volte invece facevamo due domande demenziali e poi una impossibile presa dall&apos;Almanacco dei Misteri di Dylan Dog per poi dire &quot;Mi spiace ha perso tutti sti milioni vabbè porti pazienza cari saluti e ora andiamo con Patience, Guns&apos;n&apos;Roses!&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo scherzo era molto più prosaico e meno ingegnoso, ma forse quello che ci ha lasciato qualche scrupolo di coscienza. Era molto semplice: creando un&apos;atmosfera da festa con musica alta, chiamavamo una pizzeria che facesse consegne a domicilio e ordinavamo 5-10 pizze -tra cui l&apos;immancabile pizza con le cozze- a nome e per conto del sig. Maggio, persona che non abbiamo mai visto nè conosciuto ma che ci faceva ridere perchè si chiamava come l&apos;omonimo mese (lo trovammo per caso un giorno sfogliando l&apos;elenco del telefono, alla ricerca dei sig. Troia, ecc.). Ai tempi non si usava lasciare il numero di telefono quando si ordinava la pizza, per cui pizzerie sempre più lontane veniva chiamate per far portare le 5-10 pizze a Maggio. Un giorno ci siamo chiesti se poi ste pizze arrivavano o meno: chiamammo il sig. Maggio, e dal numero di bestemmie che ci sono state sparate addosso abbiamo dedotto che, si, effettivamente qualcuna doveva essere giusta a destinazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è per questo che &lt;span class=&apos;ljuser ljuser-name_hrlqn&apos; lj:user=&apos;hrlqn&apos; style=&apos;white-space: nowrap;&apos;&gt;&lt;a href=&apos;http://hrlqn.livejournal.com/profile&apos;&gt;&lt;img src=&apos;http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif&apos; alt=&apos;[info]&apos; width=&apos;17&apos; height=&apos;17&apos; style=&apos;vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;&apos; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&apos;http://hrlqn.livejournal.com/&apos;&gt;&lt;b&gt;hrlqn&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; ha nominato subito Maggio, quando gli ho detto che ieri io e mia moglie abbiamo comprato una pizzeria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tutto è nato a pasqua di quest&apos;anno, quando -dopo sospetti di mesi interi- ci siamo resi conto che nel mondo del commercio in Italia c&apos;è una regola a cui non si scappa: i consigli si danno gratis, ma le pizze si pagano. In realtà ci sono diverse categorie merceologiche che sfuggono alla pur dura legge della gratuità, ma di congeniali a noi ce ne sono proprio poche. Anni fa, quando abbiamo creato la nostra minuscola società di consulenza, io e Marina avevamo in mente di lavorare comunque fianco a fianco, gestendo più clienti contemporaneamente e facendo progetti a termine che poi autonomamente sarebbero diventati operativi. E invece un cazzo (scusate il francese): si veniva assunti come pseudodipendenti, con obblighi da dipendenti, con lordi di molto inferiori a quello dei dipendenti, e dopo qualche mese ci si salutava caramente perchè la necessità era stata assorbita. Inoltre, per duro caso del destino, o lavorava uno, o l&apos;altro: per cui chi restava a casa si sentiva in colpa e l&apos;altro/a invece si spaccava il culo per mandare avanti la baracca. La soluzione del negozio risolve molte cose: finalmente stiamo assieme (semprinzieme semprinzieme semprinzieme), possiamo condividere/suddividere il lavoro come ci pare, ed essere impegnati per il tempo che ci pare. La nostra prima scelta era caduta su una notissima catena di franchising di articoli da regalo e liste nozze che inizia per K: dopo una breve ma violenta infatuazione reciproca ci siamo altrettanto reciprocamente mandati a cacare per motivi di natura squisitamente professionale. Dopodichè abbiamo riconsiderato l&apos;intero comparto del commercio, e abbiamo deciso che avremmo messo a frutto la passione della mugliera per la cucina e per i dolci in particolare. Abbiamo visto qualche torteria, alcune delle quali effettivamente in vendita, e fortunatamente abbiamo visto le meno interessanti all&apos;inizio perchè ci ha dato modo di entrare nel magico mondo delle acquisizioni di attività commerciali senza rimpiangere poi molto: la montagna del nero, i soldi spariti, i morti sotto i tappeti, le norme HACCP disattese nelle maniere più fantasiose, le multe e i verbali che volano da tutte le parti, le non miti pretese dei venditori. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine, dopo qualche girare, abbiamo trovato un bel posto che soddisfa entrambi: una pizzeria da asporto / pasticceria / torteria, che dà modo sia a Marina che a me di lavorare ognuno con la propria specializzazione ed inclinazione. Ieri abbiamo firmato la promessa di acquisto, e se non ci sono cose strane nel frattempo a febbraio diventiamo i padroni. Ne consegue che tempo per stare sopra all&apos;internet ce ne sarà ben poco, per cui se non ci sentite per un po&apos; sarà il caso di mandare una email o di usare il telefono: non lo faremo per malanimo ma per scarsità di tempo. sappiate però che al momento siamo proprio, proprio contenti. Ecco. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fateci dei grandi in bocca al lupo che la cosa non è di poco conto. Da parte nostra tanti auguri di belle cose per le ss. feste e il sss. nuovo anno, senza parlare di quella ssssssssss. della befana che si porta via le feste ma lascia sempre una porcheria di sporco in terr di carbone ma ci vogliamo bene lo stesso. A chi ci vuol bene gliene vogliamo, chi ci invidia inguloselopiglia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Baci&amp;abbracci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[No, le pizze a Maggio non gliele porto]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maffimarini, Inc.</description>
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  <pubDate>Sat, 16 Dec 2006 19:05:49 GMT</pubDate>
  <title>The day that music died (1990 - 2001)</title>
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  <description>Il mese scorso ho cominciato a montare gli scaffali in cantina. Mi sono messo su la mia felpa blu, i jeans, i guanti senza dita, insomma la mise che avevo quando facevo il traslocatore. Per l&apos;occasione mi sono anche portato l&apos;iPod Shuffle che mio suocero ha regalato a Marina. Oltre ad una fraccata di roba buenavistana e di fado che ho &lt;s&gt;scaricato&lt;/s&gt; acquistato in un fugacissimo momento di infatuazione folkloristica per altre culture così vicine eppur così distanti di cui però al momento fottesega, ho ritrovato con una sorpresa da fare male tutta una serie di canzoni che da anni non ascoltavo. E mentre cantavo a voce alta in cantina mentre litigavo coi bulloni, mi sono reso conto che, per quanto mi riguarda, la musica è morta il giorno di capodanno del 2001. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quel momento ho perso il Zeitgeist con il mondo della musica e forse anche con quello della letteratura, anzi forse ho perso proprio il treno dell&apos;avanguardia dei miei vent&apos;anni e mi ha lasciato indietro; fatto sta che ho perso completamente interesse non solo per i nuovi gruppi e i nuovi cantanti esplosi tra il 1990 e il 2001, ma anche per i nuovi progetti di chi mi piaceva prima. Forse diventerò l&apos;equivalente novantettardo dei sessantottini o dei discomaniaci degli anni &apos;70. Devo essere sincero non mi spiace molto; molto prosaicamente a quei tempi la musica era una parte molto importante della mia vita e ora -semplicemente- no, per cui quello che mi rimane di quegli anni è l&apos;emozione del ricordo legato alla colonna sonora, cosa che attualmente non è possibile per le robe post 2001. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però mi sono emozionato. Io con la mia felpa blu e i jeans che canto Strategie degli Afterhours e Linea Gotica dei CSI. Può anche far male rendersi conto che si invecchia anche così, che ad un certo punto si scende dal treno e lo si guarda passare, però io sono senza rimpianti nè ho la pretesa di dire che la musica di oggi è merda. Solo, non fa per me. Non so se sia rappresentativa, oggi, di/per qualcuno, se i ventenni di oggi tra dieci anni penseranno con nostalgia a... boh? Daniel Craig o... deh non ho termini di paragone ma fossanche la musica dei PGR (post CSI) o i nuovi album dei Marlene Kuntz. Per me non sanno di niente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La colonna sonora dei miei ventanni, la saluto qui. Non voglio dare giudizi, nè c&apos;è pretesa di coerenza nè completezza. Aggiungete se vi va.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pearl Jam, Rearview Mirror&lt;br /&gt;Suede, Trash&lt;br /&gt;The Verve, Drugs Dont Work&lt;br /&gt;Nirvana, Smells Like A Teen Spirit&lt;br /&gt;Beck, Devil&apos;s Haircut&lt;br /&gt;Marilyn Manson, The Beautiful People&lt;br /&gt;Bjork, It&apos;s Oh So Quiet&lt;br /&gt;Elastica, Wake Up&lt;br /&gt;Garbage, Stupid Girl&lt;br /&gt;Guano Apes, Big in Japan&lt;br /&gt;Smashing Pumpkins, A Bullet With Butterfly Wings&lt;br /&gt;Skunk Anansie, Twisted&lt;br /&gt;Beastie Boys, Fight For Your Right&lt;br /&gt;Babylon Zoo, Animal Army&lt;br /&gt;Blur, Song 2&lt;br /&gt;Bran Van 3000, Drinkin&apos; in L.A.&lt;br /&gt;Chemical Brothers, Hey Boys Hey Girls&lt;br /&gt;Creed, One&lt;br /&gt;Radiohead, Street Spirit (Fade Out)&lt;br /&gt;Rage Against The Machine, Wake Up&lt;br /&gt;Dandy Warhols, Bohemians Like Me&lt;br /&gt;Dawn Penn, You Dont Love&lt;br /&gt;Sophie Ellis Baxtor feat. Spiller, Baby (If it Aint Love)&lt;br /&gt;EMF, Unbelievable&lt;br /&gt;Iggy Pop, Lust For Life&lt;br /&gt;Jamiroquai, Canned Heat&lt;br /&gt;Moloko, The Time Is Now&lt;br /&gt;Morcheeba, Trigger Hippie&lt;br /&gt;Pulp, Disco 2000&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Afterhours, Strategie&lt;br /&gt;CSI, Blu&lt;br /&gt;Marlene Kuntz, Sonica&lt;br /&gt;Maoelarivoluzione, Satelliti&lt;br /&gt;Neffa, Aspettando il sole&lt;br /&gt;Almamegretta, Nun te scurdà&lt;br /&gt;Cristina Donà, Stelle Buone&lt;br /&gt;Ustmamò, Canto del vuoto&lt;br /&gt;Prozac +, GM&lt;br /&gt;Ottavo Padiglione, Gigi balla&lt;br /&gt;Mau Mau, Subacquea&lt;br /&gt;Subsonica, Preso Blu&lt;br /&gt;Subsonica&amp;Blu Vertigo, Disco Labirinto&lt;br /&gt;Blu Vertigo, Il mio mal di testa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi basta che mi sono rotto. Fate voi, se vi va. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, non è un meme. e&apos; solo una dichiarazione d&apos;amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</description>
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  <pubDate>Wed, 25 Oct 2006 21:26:47 GMT</pubDate>
  <title>Su e giù</title>
  <link>http://maffa.livejournal.com/20822.html</link>
  <description>In questo periodo mi sento un po&apos; giù. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cose non vanno molto bene, il mondo non reagisce bene, io non reagisco bene al mondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fortuna che dentro le 4 mura si respira ancora aria buona, e che ho quasi tutto quello che mi serve. Manca il superfluo, forse, ma è ilsuperfluo che fa stare davvero bene. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aspetterò.</description>
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  <pubDate>Mon, 23 Oct 2006 22:04:51 GMT</pubDate>
  <title>Welcome in a new world of darkness.</title>
  <link>http://maffa.livejournal.com/20709.html</link>
  <description>Ho appena finito e disinstallato Vampire: Bloodlines, un videogioco vecchio di un paio di anni basato sul World Of Darkness di Vampire: the Masquerade. L&apos;ho finito in godmode perchè esattamente come il predecessore i 9/10 del gioco sono banali o quantomeno fattibili, e il decimo finale è impossibile -gosh. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Preso un po&apos; dalla nostalgia sono andato a rivedere un paio di siti che frequentavo quando avevo la scimmia per Vampiri. Per prima cosa sono andato sul sito dove giocavo via chat (le prime chat java, nel 1996!) con gli americani -i quali mi hanno insegnato a giocare sul serio e a uscire dallo stereotipo del clan. Un piccolo piacere scoprire che il sito di St. Louis by Night è stato resuscitato nel 2005 dopo la chiusura del 2000. Mollemente, vado a farmi un giro sul regolamento per vedere cosa è cambiato. Il regolamento è lo stesso, ma è cambiata l&apos;ambientazione. Ed è stato un colpo al cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vampiri: la Masquerade è un gioco di ruolo giocabile in vari modi, che si basa sull&apos;ambientazione del World of Darkness, un mondo di tenebra gothic-punk tetro e opprimente. In questa ambientazione, Caino, il primo peccatore, sarebbe stato punito da Dio per il suo peccato con il segno dell&apos;infamia, il vampirismo appunto, vivendo per l&apos;eternità nell&apos;espiazione del versamento del sangue di suo fratello. Tutti i vampiri sono i discendenti del Primo e dei suoi primi tre &quot;figli&quot;, abbracciati -ovvero creati- da Caino stesso. I &quot;nipoti&quot;, o meglio le terze generazioni da Caino, sono i fondatori dei Clan dei vampiri: Brujah, Malkavian, Toreador, Ventrue, Nosferatu, Gangrel, Salubri, Cappadoci, Tzimisce, Lasombra, Assamiti, Setiti, Ravnos, ecc. I discendenti di questi ereditano in qualche modo i tratti fondamentali del fondatore del Clan, dalle attitudini ai poteri. Ogni vampiro, però, ha in comune con gli altri, la maledizione di Caino: deve cibarsi del sangue dei suoi fratelli, ossia dei discendenti di Abele (o meglio del terzo figlio di Adamo ed Eva, Seth, perchè Abele non aveva di che trombare), gli è negata la luce del sole, e deve lottare contro la Bestia omicida che alberga nel suo animo e che aspetta di uscire fuori ogni qualvolta il vampiro è sotto stress. Dall&apos;alba dei tempi, comunque, i vampiri ingannano i secoli di vita imperitura (se non per morte violenta) giocando a loro insaputa con le vite degli umani, costruendo e disfando imperi, in perenne lotta gli uni contro gli altri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Della complessità, della profondità, dell&apos;inevitabile intrico di regole e eccezioni che un sistema di gioco ovviamente si porta dietro quando è sulla cresta dell&apos;onda da 10 anni, la casa editrice, la White Wolf, ha deciso di pulircisi il culo, e con una mossa del tutto simile a quella dell&apos;altra mia grande passione di gioco, le battaglie da tavola di Warhammer della White Dwarf, ha deciso di trasformare un gioco per adulti in un gioco per bambini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se mi sbalio mi corigerete -mi riferisco a quelle due persone che possono farlo. Io ho cominciato a giocare a Vampiri nel 1993, 13 anni fa. Ai tempi ci giocavo come gioco di ruolo da tavolo, come D&amp;D e altri. Quando mi sono trasferito a Torino, ho cominciato a giocarci via chat; e poi, non ricordo neppure più come, ho trovato un gruppo di giocatori dal vivo. Giocare dal vivo è stata un&apos;esperienza esaltante. Avevo bisogno di recitare, di costruire un personaggio metaforico di un me stesso possibile, catartico, in cui le potenzialità come uomo e come Bestia (ambizione, rabbia, frustrazione, tristezza per una perdita) fossero amplificate. Chi tra voi ha giocato a D&amp;D e pensa che anche Vampiri è una allegra scampagnata in cui si ammazzano orchie si liberano principesse: no. Vampiri, almeno come lo giocavamo e volevamo giocarlo noi, è un gioco psicologico, fatto di frustrazioni, cinismi e di scatole cinesi. Questo il gioco. Il gruppo con il quale giocavo era formidabile. Ci si divertiva prima durante e dopo. Ciucche, viaggi, trombate, gente nuova, città nuove, Austria, Olanda, Belgio, Francia... Per quei pochi che ancora non lo sanno, ho fondato una mia cronaca nazionale di Vampiri Live assieme ad altri/e, coordinandola con gli altri gruppi in Europa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A chi non interessa nulla di giochi di ruolo potrà sembrare una cosa ridicola, e forse lo è. Molto probabilmente sentire parlare me di Vampiri, specie quando ne parlavo ai tempi, è un po&apos; come sentire un trekkie o un nuovo jedi parlare di Star trek e di Guerre Stellari: qualcuno da ascoltare con sufficienza e divertita perplessità, quella gente che le pupe e i lucignoli amano prendere per il culo con le risate registrate. Però è stata una fase molto importante della mia vita. Sono stato molto bene. Sono stato &lt;i&gt;felice&lt;/i&gt;, spensierato, con un sacco di amici e conoscenti. Ero, cosa non affatto secondaria, &lt;i&gt;apprezzato&lt;/i&gt; perchè facevo molto bene il mio lavoro, mi faceva sentire bene. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho ricontattato su ICQ un membro che era rimasto nel gruppo quando ho lasciato. Ho scoperto che anche lui ha lasciato, tre anni dopo di me, per i miei stessi motivi: cade il sottile velo che rende una cosa magica il vestirsi in maniera buffa e dire cose avulse dalla realtà, rendendo il tutto sostanzialmente ridicolo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E&apos; passata la magia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà solo colpa della botta di nostalgia, il vedere il nostro sito, quelli dei nostri concorrenti in Italia, quelli dei nostri amici in Germania, Francia, Austria che cadono a pezzi, che non esistono più, che non sono più aggiornati dal 2003; sarà stata la botta che ha cancellato il vecchio World of Darkness come lo conoscevo, che tanto mi ha dato da pensare, che tanto mi ha assorbito, che ci ha quasi spinti ad una tenzone legale intercontinentale perchè erano cose &lt;i&gt;importanti&lt;/i&gt;; sarà per tutto questo, ma sono davvero propenso a pensare che stasera forse c&apos;è davvero un piccolo world of darkness là fuori, tutto per me.</description>
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  <pubDate>Wed, 20 Sep 2006 20:34:49 GMT</pubDate>
  <title>Unifil 2: prove di un disastro</title>
  <link>http://maffa.livejournal.com/20444.html</link>
  <description>Cerco sulle pagine del Corriere online, ma non ne trovo traccia. Neanche Repubblica dice niente. Controllo la rassegna stampa del Ministero della Difesa, che raccoglie in comodi .pdf tutte le notizie che riguardano di riffa o di raffa il mondo della Difesa italiana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mondo della comunicazione in Italia è assorbito completamente dalle parole del Papa alla lectio magistralis e alle relative reazioni, a Prodi e a Tronchetti Provera, un po&apos; meno sul colpo di Stato in Thailandia e meno ancora sui disordini di Budapest. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Visto che non si trova, vi do notizia e commento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;b&gt;Non è stato silurato il generale Castagnetti, ma l’Italia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Fabio Mini, 20 settembre 2006&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella questione di Castagnetti c’è qualcosa di più del cosiddetto ‘siluramento’. Ed è perfino lecito chiedersi chi e che cosa sia stato veramente silurato. Sull’onda delle rimostranze di Kofi Annan per l’intervista rilasciata dal generale Castagnetti al Corriere della Sera la nostra Difesa si è affrettata a ‘proporre’ altri candidati. La designazione ufficiale di Castagnetti alla guida della cellulla strategica ‘presso l’Onu’ (non ‘dell’Onu’) era stata annunciata parecchi giorni dopo l’intervista ed era apparsa come la conferma che il ministro Parisi, oltre alla competenza, riteneva che la chiarezza d’idee e la franchezza fossero doti necessarie al delicato incarico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evidentemente il ministro non si rendeva conto che queste doti non sono apprezzate all’Onu dove le critiche non servono a far riflettere ma a scatenare risentimenti. Lo dovevano però sapere i suoi consiglieri, a partire dal capo di stato maggiore della Difesa, i quali avevano due alternative: suggerire al ministro di non candidare Castagnetti o candidarlo ugualmente e difenderlo fino alla morte. Era evidente che una terza alternativa, quella di candidarlo e poi soccombere, sarebbe stata un disastro non solo e non tanto per Castagnetti, quanto per il governo e per l’Italia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sempre accade, la ‘cattedra’ ha scelto l’opzione più infelice: quella da scartare. Ma non si è accontentata di questo: l’ha ‘migliorata’ inventandosi la storia delle ‘procedure’ delle designazioni che solo Kofi Annan può fare. Si è perciò aggiunto un ulteriore scorno: ufficialmente Castagnetti non è stato ‘silurato’ da Annan, che viste le circostanze potrebbe essere un titolo di merito, ma lo si è fatto ‘perdere’ nella competizione con due altri colleghi. Per giunta, il ministro Parisi e i suoi consiglieri si sono dichiarati “molto soddisfatti” della scelta di Kofi Annan. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel più meschino gioco del fair play diplomatico e politico non c’è stato un accenno di resistenza e non c’è stata neppure una posizione ufficiale salvo quella della ‘soddisfazione’. Per uscire con onore dall’impasse auto-provocato sarebbe bastata una precisazione di questo genere: “Il governo prende atto della preclusione personale (perché solo di questo si tratta e non di competenze professionali) del segretario generale nei riguardi del generale designato e ne ritira la candidatura. Il governo rinnova al generale Castagnetti la sua piena fiducia e gli chiede scusa per l’imbarazzo nel quale lo ha inopinatamente posto”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la exit strategy non è mai stata il punto forte della nostra Difesa così come la gestione delle conseguenze è una scienza sconosciuta in via XX Settembre. Tuttavia il veto di Annan non è una semplice preclusione nei riguardi di un candidato, ma è una deliberata insolenza dell’Onu, del Dpko e di Kofi Annan nei confronti dei massimi dirigenti politici e militari italiani. Castagnetti non era ‘un candidato’ e meno che mai avrebbe dovuto passare per ‘uno dei candidati’. Non si spende il vertice del comando interforze in un momento in cui sono da gestire nuove fasi operative in Afghanistan, il ritiro dall’Iraq e lo spiegamento in Libano soltanto per fare i giochetti diplomatici. Castagnetti era ‘destinato’ a quella posizione e ad essa era stato ‘comandato’. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se le parole hanno un senso, bisogna concludere che oltre alla carenza di strategia e di scienza in via XX Settembre c’è anche mancanza di arte: quella del comando. Non si sa quale napoleone si sia inventato che la cellula strategica doveva far parte dell’Onu e dipendere dal Dpko. Castagnetti doveva esercitare la supervisione strategica per conto di nazioni sovrane che si erano assunte l’onere di guidare un’operazione che altrimenti non sarebbe mai partita. Tale supervisione non rientra nella capacità dell’Onu. L’organo di comando e controllo militare previsto dalla Carta delle Nazioni Unite non è mai stato costituito. Per missioni complesse c’è sempre qualcuno che esercita tale funzione e non è mai l’Onu, ma l’Ue, la Nato, la Coalizione o la Nazione guida. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando questo anello è mancato sono successi dei disastri. Unifil 2 non è la continuazione di Unifil 1, ma un’operazione diversa con mandato e regole diverse, ma soprattutto con uno scopo diverso. E’ evidente che non si tratta di gestire degli osservatori militari e civili quasi disarmati, ma una forza d’interposizione tra parti che non hanno mai cessato le ostilità. Pensare che la cellula potesse inserirsi nel Dpko anche come semplice osservatore e che la gestione politico-strategica dell’interposizione fosse condotta da chi negli ultimi 28 anni ha gestito Unifil 1 a suon di fallimenti era esattamente il rischio da evitare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Italia e Francia si sono dovute assumere anche questo onere ed è loro prerogativa scegliere chi assegnare. Certo, la formula della cellula è una cosa inedita, ma la procedura per la sua costituzione non può ridursi alla solita liturgia delle candidature, delle interviste, degli esamini e dei gradimenti personali che valgono per i funzionari interni e per gli uscieri. Il ministro Parisi forse questo non lo sapeva, ma il suo ministero sì. E lo sapeva bene l’Onu che ha approfittato dell’Italia (cosa sarebbe successo se il turno fosse toccato alla Francia?) per sancire una volta di più che il suo apparato burocratico si ritiene uno strumento di gestione del potere piuttosto che l’apparato di servizio della comunità internazionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte a tale atteggiamento, il fair play è fuori luogo: bisogna rendersi conto che non è stato silurato Castagnetti, ma il nostro Paese ed è paradossale che alla nostra Difesa non si sia trovato di meglio che ‘esprimere soddisfazione’. Ma c’è di più: l’operazione in Libano ha un rischio in più. Non perchè cambia un generale a New York, ma perchè la linea di comando adottata e il comportamento assunto da New York e da Roma incidono negativamente anche sul lavoro del nuovo supervisore. Al posto del generale Castagnetti andrà il generale Ridinò: nulla da dire sulla sua capacità professionale. Ma Ridinò ora sa che non può parlare chiaro, che non può far valere la sua opinione, che dovrà fare esattamente ciò che dice il Dpko, che non si può permettere di riferire direttamente a Roma o Parigi, che non potrà dialogare liberamente con il comandante sul campo e che non potrà fidarsi di nessuno dei suoi interlocutori. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli sa che in ogni momento potrà essere rispedito a casa e sa anche che nessuno lo difenderà. Anzi, esprimerà ‘soddisfazione’. Con queste premesse, l’operazione subisce un grave colpo proprio al livello che era più necessario che fosse attivato e ‘attivo’. A Castagnetti esprimiamo tutta la nostra solidarietà. Visto che il ministro non lo ha fatto lo facciamo noi: gli chiediamo scusa, certi d’interpretare i sentimenti di stima di tutti i colleghi. A Ridinò più che mai, con amicizia, auguriamo ‘in bocca al lupo’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da &lt;a href=&quot;http://www.paginedidifesa.it/2006/mini_060920.html&quot;&gt;Pagine di Difesa&lt;/a&gt;.</description>
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  <pubDate>Thu, 31 Aug 2006 14:44:52 GMT</pubDate>
  <title>Semiotica, che tu sia maledetta.</title>
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  <description>Lancio un sasso nello stagno, nella speranza di colpire qualcuno in fronte (evidentemente un sub o un morto affogato).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se c&apos;è qualcuno che conosce un po&apos; di semiotica, e che gli/le piace e/o ne comprende l&apos;utilità, per piacere si faccia avanti prima che mi strappi le vene dai polsi a morsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie.</description>
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  <pubDate>Thu, 24 Aug 2006 13:09:33 GMT</pubDate>
  <title>K1ll T3h Fuck1in B4mbeee!!!!!!111!!undici!</title>
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  <description>Sono stufo di essere preso per cerebroleso dai media italiani (tanto per cambiare). L&apos;occasione odierna è &quot;la caccia ai Bambi&quot;. Non ho un&apos;opinione in proposito, o meglio ce l&apos;ho ma è talmente tanto poco fondata che è come se non ce l&apos;avessi, e sospendo il giudizio in attesa di avere dei dati: dati che in un paese civile dovrebbero essere forniti dagli organi di informazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E invece cosa ottengo? Servizi patetici, nel senso etimologico della parola: i cerbiatti non sono animali, ma Bambi, sono piccoli teneri, con gliocchioni grossi come padelle, e tanto indifesi, e bisogna salvarli a tutti i costi per la gioia dei bambini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se questo è modo di fare informazione su un argomento di politica (ambientalista), per favore cacciatori, voi orchi orrendi e crudeli sparate anche a me. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho una sensibilità animalista, ritengo, abbastanza sviluppata. Ma mi sento offeso nella mancanza di argomenti per un tema, ribadisco, politico come tutti gli altri, e come tale da affrontare in un corpus razionale e legale di equilibrio zoologico e di difesa del territorio. Cosa comporterebbe l&apos;abbattimento di quei capi definiti in esubero, a parte le lacrime dei bimbi? Cosa comporterebbe il mancato abbattimento? In che modo si modifica la catena alimentare delle zone interessate? Tutte queste informazioni le ho sentitesolo dal lato dei cacciatori, quando hanno concesso loro il diritto ad esprimersi senza farli apparire degli esseri orribili, primitivi ed ottusi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiarisco meglio: non è una querelle ambentalisti vs. cacciatori, è un problema di come si fa informazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ultima curiosità: come si regoleranno i media quando la prossima specie in pericolo sarà brutta, fetente, poco fotogenica o semplicemente esclusa dal pur numeroso novero di animali disneyani? Faranno la fine degli esseri umani che perapparire in tv dovranno morire a mazzi da 1000?</description>
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  <pubDate>Thu, 20 Jul 2006 12:24:59 GMT</pubDate>
  <title>La battaglia delle aquile</title>
  <link>http://maffa.livejournal.com/19646.html</link>
  <description>C&apos;è una battaglia, anche se non lo sapete, sopra le vostre teste. O per lo meno, è una battaglia per decidere chi volerà sopra le vostre teste. O meglio, è una battaglia per decidere quanta roba dovrà volare soprale vostre teste. Insomma facciamola breve: di che cosa voglio parlare?  Del futuro modello di difesa aerea italiana, di quali sono gli aerei che oggidì la compongono, quali saranno quelli del futuro immediato (2010), e chi si sta scannando per decidere quali e quanti saranno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E&apos; un argomento un po&apos; ostico,  non di generale interese (o forse si: dopotutto son sempre i soldi del contribuente). Confido nell&apos;interesse di almeno un paio di miei contatti, e nella curiosità onnivora di un altro paio. infatti la devo tagliarein due post diversi, perchè l&apos;introduzione, la parte meno specifica ma che può essere utilecome &quot;cultura generale&quot; è venuta lungauna quaresima. Da parte mia, come Stephen Hawking, faccio tre promesse: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) non parlerò troppo in dettaglio di specifiche tecniche -e questo è facile: non le conosco neanche io, ma neanche nessun altro visto che stiamo parlando di aerei appena costruiti o ancora in progettazione e collaudo e per cui coperte da segreto militare; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) non parlerò esplicitamente di soldi, se non alla fine -e anche questo è facile: quando sento parlare di certe cifre mia testa produce una specie di rumore bianco per cui cento miliardi e mille miliardi sono praticamente la stessa cosa; per cui useremo le proporzioni tra i costi dei vari aerei e quello dell&apos;aereo più mostruosamente costoso mai costruito;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name=&quot;cutid1&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pronti? Via!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Aces high. Dal &apos;45 all&apos;89, l&apos;aviazione e gli aerei che dovevano morire, uno su tre.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il modello di difesa aerea italiano nel dopoguerra ha passato due fasi; il modello pre-&apos;89 era integrato in quello europeo/americano nel fronteggiare una ipotetica guerra contro i russi; il modello post &apos;89 non si sa bene ancora oggi: probabilmente l&apos;hanno inventato la scorsa settimana (lo dico seriamente, si vedrà dopo). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un breve accenno al modello pre &apos;89. Immaginatevi lo scenario della guerra NATO vs. Patto di Varsavia in Europa. La dottrina di entrambe le parti era basata su due principi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) reattività proporzionale: la NATO avrebbe risposto proporzionalmente alle forze messe in campo. Se si fossero schierate truppe convenzionali avrebbe risposto con truppe convenzionali, se si fosse utilizzato armi chimiche o batteriologiche, avrebbe fatto altrettanto, fino all&apos;arma nucleare, sia tattica che strategica &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b) la superiorità aerea decidesse chi aveva l&apos;iniziativa di tutta la guerra. Arrivano i MiG, tutti i MiG (che erano una volta e mezza gli aerei della NATO anche se non tutti così avanzati tecnologicamente). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Germania è il campo di battaglia. Il modello di difesa aerea è mirata a vincere quella battaglia: gli aerei vengono costruiti ben sapendo che in caso di &lt;i&gt;quel conflitto&lt;/i&gt; dal 30% al 45% delle forze aeree NATO cade morta stecchita nelle prime 6 ore di conflitto, per cui gli aerei devono decollare e cercare disperamente di sganciare il proprio carico o compiere in generale la propria missione, e poi il resto è facoltativo, visto che non è per niente detto che il posto da cui sei partito ci sia ancora. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivati a questo punto, giova spiegare qualche cosa. I giornali usano spesso semplificare un po&apos; (eufemismo) i termini aeronautici. Per cui i piloti son tutti top gun, e gli aerei sono tutti caccia. Giusto per chiarire, i Topgun erano i diplomati alla Navy Fighter Weapons School, cioè la scuola della Marina nata perchè i piloti della Marina in VietNam erano di uno scarso da far piangere, e in ogni caso non esitono più dall&apos;84, e i &quot;caccia&quot; non esistono più dalla fine della II guerra mondiale. Oggidì gli aerei si dividono per funzioni. Li elenco con l&apos;esempio di un aereo di 4a generazione, cioè quelli considerati moderni e non plus ultra fino a 3 anni fa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) Air superiority (&lt;a href=&quot;http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/25/F-15_eagle_USAF.jpg/350px-F-15_eagle_USAF.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;F-15 Eagle&lt;/a&gt;): aerei che possono stare in volo parecchio tempo e sono dedicati a tirare giù aerei nemici da più lontano e più precisamente. Possono raggiungere velocità altissime, altitudini elevatissime, agganciare sul radar bersagli multipli e lanciare da molto più lontano rispetto agli altri aerei. Costano un fottìo di soldi perchè hanno le migliori prestazioni, e sono la punta di diamante delle aviazioni moderne. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b) Fighter/bomber o Fighter Attack (F/A) (&lt;a href=&quot;http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/b5/F16c.jpg/800px-F16c.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;F-16 Falcon&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/8d/FA-18-NAVY-Blue-Diamond.jpg/799px-FA-18-NAVY-Blue-Diamond.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;F/A-18 Hornet&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.planet.fi/~mohman/model/tornado.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Tornado&lt;/a&gt;), detti anche i multipurpose (multiscopo): sono aerei molto meno costosi e performanti dell&apos;air superiority, e molto più versatili ma anche più vulnerabili e &quot;leggeri&quot;: possono condurre attacchi al suolo con bombe sceme o a guida (laser, tv, GPS), possono intercettare aerei nemici della loro stessa classe o inferiore, e grazie al costo e alla ecletticità costituiscono il corpo delle difese aeree di una nazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;c) Attack o CAS (Close Air Support) (&lt;a href=&quot;http://www.wallpaper.net.au/wallpaper/aviation/A-10%20Thunderbolt%201%20-%201024x768.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;A-10&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.florennes-as.be/photos/florennes/TLP%202005-3/slides/0512%20039%20AMX%20MM7169%2032-26%20EH.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;AMX&lt;/a&gt;): parlando di attack ci si riferisce ad aerei dedicati all&apos;attacco al suolo, detti anche &quot;tank buster&quot; (schiattacarrarmati), ma vanno bene anche contro i bunker. Sono dei cilindri di acciaio brutti e cattivi, il più famoso, l&apos;A-10, ha un cannone davanti così grosso e potente che se lo aziona rincula l&apos;aereo e impenna di seconda come un cinquantino truccato. Caso strano, l&apos;AMX, costruito solo dall&apos;Italia e venduto all&apos;estero solo al Brasile, è un ottimo attack ma non si sa bene cosa ci dovremmo attackare (ing. Panavia: &quot;Oh boh che ne so, mi son messo a disegnare, è uscito fuori sto coso, che facevo, lo buttavo? No tanto valeva costruirlo&quot;; almenoi Brasiliani ci danno la caccia ai narcos lungo il confine con la Colombia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;d) Bomber (&lt;a href=&quot;http://www.chez.com/tolky/Airzone/Aircrafts/Photos/b1.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;B-1B&lt;/a&gt;). Ce ne sono di alcuni tipi, più comuni sono gli strategic bombers sono i bombardieri che tutti conosciamo, tipo i B-52 americani della seconda guerra mondiale. Sono grossi grossi e lenti lenti, e scaricano tanta di quella cattiveria che ne basterebbe la metà. Degli stealth ne parleremo meglio dopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e) Electronic warfare e ricognizione: sono aerei nati per fare sorveglianza aerea e/o impedire che venga fatta. Possono essere grandi (cioè di derivazione bombardiera) o piccoli (cioè di derivazione fighter). Tra i grandi c&apos;è il famosissimo E-3 conosciuto familiarmente con il nome della missione che compie, ossia &lt;a href=&quot;http://www.globalsecurity.org/military/systems/aircraft/images/e-3-AWACS.jpg&quot; target=&quot;_BLANK&quot;&gt;AWACS&lt;/a&gt;: sono quelli con il padellone roteante sulla testa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni nazione si dotava degli aerei concernenti la propria posizione nello scenario bellico nei confronti del Patto di Varsavia: la Germania ha una forza di intercettazione e superiorità tra le più numerose, tra aerei della Luftwaffe e quelli americani a Ramstein: per cui caccia come gli F-15 (parliamo di tempi moderni...), F-16 e A-10; l&apos;Inghilterra ha sopratutto bombardieri a lungo raggio e le relative scorte, più altri caccia da mandare in Germania per il giorno dopo o in grado di decollare da piste distrutte (&lt;a href=&quot;http://www.globalsecurity.org/military/systems/aircraft/images/av01.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Harrier&lt;/a&gt;); la Francia ha caccia a lungo raggio per cercare di arrivare in tempo per poter dispiegare il giorno dopo, ecc. L&apos;Italia? L&apos;Italia, come la Scandinavia, è marginale nelle prime ore di conflitto, ma era probabile che il suo ruolo sarebbe cresciuto nei giorni successivi in conseguenza di un potenziale stallo in terreno polacco-tedesco. Per cui: nessun caccia ma aerei multifunzione che possano cantare la messa/portare la croce/pulire la chiesa: i Tornado. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Tornado è uno degli aerei di più successo degli ultimi 20 anni (e mia passione personale). Costruito in cooperazione tra tre nazioni -UK Germania e Italia- ha tre varianti: IDS (InterDiction/Strike), ADV (Air Defence Variant) e ECR (Electronic Combat/Reconneisance). In previsione di un conflitto mondiale/europeo, i Tornado italiani avrebbero dovuto fare tutto quello che potevano, dall&apos;intercettare velivoli nemici all&apos;attaccare truppe sulla soglia di Gorizia e navi nell&apos;Adriatico/Mediterraneo. Da un punto di vista tecnico, i Tornado sono stati superati dagli F-16, essendo questi più moderni e convenienti -in pratica, però, i Tornado hanno fatto figuroni ovunque siano andati, dal Desert Storm alla Bosnia alla Serbia, mentre di F-16 ne cadevano a decine, pur essendo un ottimo aereo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cucù: il Muro non c&apos;è più. E io ora di tutta sta roba che me ne faccio?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, alla fine succede: cade il muro di Berlino, e il blocco sovietico non c&apos;è più. La NATO, così come era stata pensata, non serve: è una organizzazione elefantiaca pensata per fronteggiare e fare da deterrente ad una controparte ora scomparsa. Una settimana dopo, l&apos;Italia costruisce l&apos;AMX (tipo i carabinieri che arrivano quando c&apos;è già scappato il morto). Nel frattempo, ne succede di ogni: Milosevic combina quello che combina in Bosnia, Bush Sr. e Hussein si danno capate, e Somalia ed Eritrea hanno deciso che non si vogliono bene più. Effettivamente, lasciare centiana di basi militari in europa che guardano in una sola direzione mentre la festa è da tutt&apos;altra pare è il segnale che c&apos;è qualcosa da ripensare. Tutte le volte che scoppia un conflitto, il meccanismo NATO pensato e forgiato per fare tutt&apos;altro si inceppa, e si innesta una lenta e laboriosa macchina diplomatica che di solto tramite dolorissimi e lancinanti parti produce topolini piccoli piccoli. Pensa che ti ripensa, ogni esercito e ogni nazione ripete come un mantra  &lt;i&gt;Quale sarà il modello di difesa del 2000?&lt;/i&gt;. Nel caso aeronautico, ci sono due problemi: gli aerei, tranne casi particolari, hanno fasi di progettazione decennali, e cicli di vita che vanno dai 10 per i più scarsi ai 30 per quelli di successo: abbandonare velivoli buoni e pagati per tali vuol dire cacciare fior di quattrini giù per lo scarico. Però il velivolo che hai imposta il tuo modello di difesa. Per cui, a partire dagli 90, le difese occidentali si sono messe a riflettere su cosa fare. Sono stati fatti vari esperimenti, e nel frattempo è nato l&apos;aereo che costituirà per molti anni il paragone e il simbolo dell&apos;aviazione militare del futuro: lo &lt;a href=&quot;http://www.globalsecurity.org/military/systems/aircraft/images/f-117_96-051.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;F-117A Nighthawk&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;F-117. Che paura!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Nighthawk è stato il primo aereo stealth mai costruito. E&apos; quell&apos;aereo nero, largo e piatto, tutto poligoni, che sembra un aquilone oun astronave di space invaders. Anche se si chiama F non è un fighter, ma primariamente un bombardiere; data la sua conformazione, è un casino farlo virare alle velocità che i veri caccia devono poter virare per manovrare in combattimento. Ad ogni modo, i primi veri studi sulla stealthness vengono messi in pratica su questo aereo, che inizia lo studio per gli aerei di 4a generazione*. &lt;br /&gt;Cos&apos;è la stealthness? La stealthness è una tecnologia che serve a rendere un oggetto idealmente invisibile ai radar, o molto più prosaicamente il meno visibile possibile. Questo ovviamente è un ideale che messo così è evocativo ma non ha molto senso. Se sei un bombardiere, non sei più stealth nel momento in cui raggiungi il tuo obiettivo, cioè tiri giù il palazzo: tutti sanno che sei lì. Per cui un velivolo può essere stealth come lo erano i ninja: vestiti di nero, non farti vedere dalle guardie e scappa come undisperato quando hai fatto il fatto. Oltretutto, non puoi essere stealth in senso assoluto, ma relativamente ad un sistema particolare di rilevamento: dal momento in cui si sa che vengono utilizzati bombardieri con determinate caratteristiche, i sistemi di individuazione vengono potenziati sopratutto per vedere i bombardieri stealth! Per cui, quando si dice stealthness non si intende invisibilità, ma bassa o bassissima tracciabilità. La stealthness è un insieme di tecnologie di costruzione e di metodologie di comportamento in volo. La parte tecnologica è formata da, sopratutto, forme e materiali atti a schermare il più possibile dalle onde radar. &lt;b&gt;La parte dei materiali (sopratutto vernici) è di esclusivo possesso USA.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;F-22. &quot;Paga, Pantalone!&quot;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dagli anni 70 agli anni 90 si mettono in cantiere dei progetti di rinnovamento delle forze aeree USA. Il primo a partire è il progetto che è destinato a sostituire negli USA l&apos;F-15 Eagle, cioè l&apos;aereo da superiorità aerea. Le sue specifiche sono: deve essere supercruise*, deve essere stealth, deve poter portare un casino di armi AA (air to air, aria aria). Nasce così lo &lt;a href=&quot;http://www.globalsecurity.org/military/systems/aircraft/images/f-22-19990601-f-0000l-001.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;F-22 Raptor&lt;/a&gt;, che esce e diventa operativo nel 2001. Al suo primo vagito, il debito pubblico americano esplode con un grosso bang e diventa una piccola galassia indipendente. Il costo di un singolo aereo... vabbè... ve lo dico? dai ve lo dico... sarà l&apos;unica cifra che vi darò in soldoni, per cui segnatevela. il costo di un singolo aereo è 338 milioni di dollari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;center&gt;$ 338,000,000,000.00. &lt;/center&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paura, eh? Questo costo sarà il nostro paragone. I progetti di impiego dello USAF (l&apos;aeronautica americana) scendono a più miti consigli, da 750 aerei delle intenzioni a 381 al 2006 (e probabilmente molto molto meno in futuro). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;F-35. Pantalone: &quot;Meglio se famo alla romana&quot;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo, discretamente, senza farsi vedere, indicono una nuova gara d&apos;appalto, per un aereo pienamente multipurpose, che abbia tre qualità: che sia stealth, che sia supercruise*, e che almeno gli Stati Uniti, lo Stato più ricco del mondo, se lo possano permettere (affordability). Nel mondo affordability entrano diversi elementi, tra cui il fatto di cercare dei soci con cui dividere le spese. Nasce quindi il progetto Joint Strike Fighter - JSF, che è stato la settimana scorsa ribattezzato &lt;a href=&quot;http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/78/F-l3_lift_fan.jpg/749px-F-l3_lift_fan.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;F-35 Lightning II JSF&lt;/a&gt; . Nel progetto Joint Strike Fighter confluiscono diversi paesi: USA (che rimane capoprogetto) UK (il primo e più grande socio con l&apos;8% degli investimenti), Italia (primo partner di secondo livello con il 4%), Olanda e poi via via altri paesi come Danimarca Turchia e altri comprimari. Nel progetto, questo aereo dovrebbe sostituire tutti i fighter/bomber e attack americani che ci sono in giro: F-16, F/A-18, A-10, ma anche quelli a decollo verticale con le ventolone, gli Harrier. Cioè dovrebbe sostituire tutto ciò che non era l&apos;F-15, compreso il suo fratello imbarcato sulle portaerei &lt;a href=&quot;http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/2/2f/F-14.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;F-14 Tomcat&lt;/a&gt;. Infati sono previstitre tipi di F-35: la versione A che è quella standard, la versione B a decollo verticale e atterraggio convenzionale (che è quella che interessa l&apos;Italia che vorrebbe poterli imbarcare sulla nostra portaerei Cavour), la versione C a decollo breve e atterraggio breve (cioè adatta alle portaerei americane, grandi grandi e lunghe lunghe). &lt;br /&gt;Il suo costo non è ancora molto chiaro: dipende da molteplici fattori. E&apos; uscito dall&apos;hangar il primo velivolo del F-35 (battezzato Lightning II) solo due giorni fa, e il suo costo dipenderà da quanti ne venderanno. Quello che si sa è che i costi di produzione sono enormemente lievitati nel corso del tempo,a causa di errori di progettazione e aumenti di peso che hanno comportato un dispendio di soldi per potenziare tutta la struttura. Quello che è certo è che uno delle missioni di progettazione era il non ripetere l&apos;errore dei costi dell&apos;F-22 (che anzi dovrebbe, non troppo segretamente, andare gradualmente a sostituire nei grandi numeri visto che con quello che c&apos;è in giro l&apos;F-35 basta e avanza), però ora il prezzo cresce, cresce, cresce. Doveva costare 1/5 di un F-22A, attualmente si aggira attorno ad 1/3.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Italia: Pizza, mandolini, Tornado e bare volanti&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arriviamo a noi: Italia, 2000. Attualmente, il modello di difesa aerea italiano è composto da una varietà di aerei diversi: &lt;a href=&quot;http://www.wvi.com/~sr71webmaster/f104.gif&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;F-104 Starfighter&lt;/a&gt;(che ha accumulato una serie di curiosi soprannomi, tra cui: &quot;spillone&quot; per la forma affusolata e la lunga antenna posta sul muso, &quot;giavellotto&quot; per la capacità di detta antenna di conficcarsi saldamente nel terreno una volta che l&apos;aereo è prevedibimente caduto senza motivo apparente, &quot;bara volante&quot; e &quot;widowmaker&quot; per la sua gestione non proprio user friendly: è stato radiato da tutte le aeronautiche del mondo negli anni 80, tranne in Italia che l&apos;ha mantenuto e accudito fino al 2004), F-16, Tornado IDS, Tornado ADV, AMX. A parte l&apos;AMX, F-16 e Tornado abbiamo visto che sonotutto sommato sovrapposti; in Italia, la difesa aerea la fanno gli F-16, mentre i Tornado compiono le missioni AG (air to ground, cioè i bombardamenti) come accaduto in Bosnia e in Iraq (&quot;Ei em maurizzio cocciolonei&quot;) nel primo Desert Storm. Come si puòvedere, non c&apos;è un solo aereo nato e cresciuto per fare quello che in realtà si fa molto frequentemente, cioè la difesa aerea. Ancora ieri è stato intercettato un aereo congolese non autorizzato nello spazio aereo italiano, e sono saliti gli F-16 per intercettarlo e scortarlo fuori dallo spazio aereo italiano (voli scramble). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;EFA: siamo una squadra fortissimi&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assieme a UK, Germania, Spagna e Francia (che poi ne uscirà perchè ha sbattuto i piedi e trattenuto il respiro e poi basta con voi non gioco più), nasce negli anni 80 il progetto EFA - European Future Aircraft. Le richieste erano: un aereo da superiorità aerea, agile, che riesca ad intercettare più aerei distanti, supercruising*,  che possa all&apos;occorrenza cambiare ruolo (swinging  role) potendo anche portare delle bombe. Il tutto al meglio della tecnologia disponibile. Così nasce l&apos;aereo conosciuto come &amp;lt;&lt;a target=&quot;_blank&quot;&gt;EFA Eurofighter &quot;Typhoon&quot;&lt;/a&gt;, di cui l&apos;Italia è azionista al 20%. L&apos;idea era di poter contare su un aereo in grado di poter sostituire i Tornado in tutte le sue forme, con doti però più spiccate di superiorità aerea. Al momento lo sviluppo del progetto è concentrato in tre tranches. La prima tranche è la versione &quot;basica&quot; mentre le tranches successive conterranno gli sviluppi futuri. La seconda tranche dovrebbe (il  condizionale èasolutamente d&apos;obbligo, vist come stanno andando le cose) di poter raggiungere gli attuali livelli di eccellenza per la gestione deisistemi d&apos;arma aria/terra, mentre la terza ed ultima tranche dovrebbe comprendere, tra le altre, la piena possibiltà che l&apos;aereo possa portare armamento aria/terra con sviluppi di tecnologia &quot;futura&quot;. &lt;br /&gt;Il suo costo è attualmente 1/3 di un F-22A, e il primo esemplare volante è italiano e ha pattugliato i cieli di Torino durante le Olimpiadi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;AMI? Ma quanto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, arrivano i problemi, per noi. L&apos;idea è di liberarsi entro il 2010 di tutti i velivoli &quot;da guerra&quot; (come direbbe la Menapace), per sostituirli con quelli nuovi di ultima generazione. La tecnologia permette di avere dei velivoli davvero multiruolo, con possibilità di poter coprire quasi tutti i campi. Attenzione: non tuti gli aerei fanno tutto perfettamente bene. Un aereo nato come caccia da superiorità può montare, per dire, due bombe, e ingaggiare tre bersagli aerei, mentre un aereo nato come cacciabombardiere può portare 6 bombe e ingaggiare un bersaglio aereo per volta; in passato, cioè fino agli aerei di 4a generazione*, erano necessari tre tipi di aerei per coprire le funzioni più normali di guerra aerea: caccia da superiorità, cacciabombardiere e attacco. Sostanzialmente l&apos;Aeronautica Militare Italiana (AMI), come tutte, deve copire queste tre aree. I possibili candidati a coprire questi ambiti sono, come avrete intuito, l&apos;F-35 Lightining JSF e l&apos;Eurofighter Typhoon. Intanto sveliamo già l&apos;assassino: i piani di acquisizione sono già stati fatti e comunicati. L&apos;Italia si doterà di due soli velivoli: entro il 2010 di 80 Typhoon come aerei dedicati alla difesa aerea ed entro il 2012 di 135 F-35 come aerei dedicati alle missioni aria terra; tutti gli altri verranno radiati dal servizio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;L&apos;inquietante domanda: ma ce ne frega davvero qualcosa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono dei problemi? Si, ci sono dei problemi. Il problema è la partecipazione italiana al progetto JSF, al suo costo, ai possibili ritorni, e al modo in cui questi soldi investiti &lt;i&gt;là&lt;/i&gt; potevano essere investiti &lt;i&gt;qua&lt;/i&gt;, cioè sul Tifone. &lt;br /&gt;Però sto post è fin troppo lungo, per cui per il momento lo chiudo qui. Se a qualcuno interessa proseguo volentieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;___________________________________________&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*= piccola e veloce digressione sulle generazioni. Prima generazione: seconda guerra mondiale; seconda generazione:aerei a reazione e ala a freccia; terza generazione: aerei a reazione con velocità superiore a Mach-2, cioè due volte la velocità del suono; quarta: architettura elettronica e non più solo meccanica, capacità di poter ingaggiare nemici a lunga distanza, buona elettronica di bordo implementata con sistemi d&apos;arma, e possibilità di poter essere multiruolo; sulla quinta c&apos;è ancora un po&apos; di confusione: c&apos;è chi dice di usare come parametro la stealthness, c&apos;è chi dice la modalità di supercruise, cioè poter arrivare e superare facilmente la velocità del suono senza dover usare i postbruciatori, c&apos;è chi dice tutti e due.</description>
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